Sfruttatori incastrati dai comitati cittadini

3 Maggio 2017

Dieci arresti della polizia, decisive le segnalazioni dei residenti

PESCARA. Soldi, tanti soldi. È un settore che non conosce crisi, quello della prostituzione. E lo sanno bene gli sfruttatori romeni e albanesi che si stabiliscono a Pescara e dintorni per mandare in strada le donne e spedire gli incassi nei Paesi di origine. Cinque gruppi diversi di protettori sono stati scoperti e smantellati dalla squadra mobile che negli ultimi giorni ha eseguito dieci arresti (l’undicesimo indagato è latitante) a conclusione di una lunga indagine (coordinata dal pm Gennaro Varone), che ha preso il via all’inizio del 2016 e si è basata anche sulla collaborazione dei cittadini che, riuniti in comitato, si battono contro le lucciole. I cinque gruppi (due di matrice albanese e tre fondati da romeni) controllavano le prostitute del centro e della zona della pineta ed erano autonomi tra loro: non si contrastavano per non attirare l’attenzione delle forze dell’ordine e per lavorare tranquillamente, in modo da massimizzare i profitti.
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