«Sgomberate il centro di accoglienza»

Penne. Camplese e Sospiri lanciano l’allarme: la struttura non è idonea per gli immigrati, violate le norme igieniche
PENNE. «Il Centro di accoglienza aperto in contrada Blanzano, a Penne, va subito sgomberato. La relazione redatta dalla Asl dopo un accurato sopralluogo ha evidenziato chiaramente che la struttura, gestita dall’Ati Play gold-agh resort, non è idonea ad accogliere gli immigrati che da luglio scorso sono stati letteralmente stipati in spazi angusti, piccoli, violando le norme di igiene e prevenzione ambientale. Chiediamo al sindaco Semproni di ristabilire il rispetto delle regole e di firmare subito un’ordinanza per lo sgombero con l’allontanamento dei presunti profughi visto che Penne non ha altri immobili capaci di dare accoglienza». Lo hanno dichiarato ieri il capogruppo di maggioranza della Lista per Penne Emidio Camplese e il capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri.
Ieri, intanto, la questione migranti è tornata in consiglio comunale, con il gruppo del Movimento 5 Stelle che ha ricevuto risposta all'interrogazione presentata tempo fa, con la quale chiedeva al governo cittadino del sindaco Semproni chiarimenti sul numero di migranti presenti, sulle loro attività e sulla tempistica di accoglienza. Secondo gli ultimi dati forniti dal consigliere di maggioranza con delega alle politiche di immigrazione Lucia Cardone, i richiedenti asilo presenti oggi nelle varie strutture d'accoglienza sul territorio pennese sono 171. Settantuno immigrati sono ospitati presso la struttura del Lapiss gestita dalla Cogecstre, 78 sono ospitati tra le due strutture della Asp (casa di riposo De Sanctis Del Bono e e casa famiglia di contrada Pluviano) e 28 sono ospitati nella palazzina di contrada Blanzano dall'Ati costituita dalla Play gold e agh resort, la quale gestisce anche il Cas di contrada Cancelli a Loreto Aprutino.
«Stiamo portando avanti l'idea di poter portare a Penne lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati)», commenta Cardone, «questo permetterebbe, dato che lo Sprar prevede il 2,5% di immigrati ogni mille abitanti, di avere a Penne un numero limite di 29 richiedenti asilo. Il progetto è un cantiere e abbiamo già individuato un soggetto che gestirà il tutto. Con lo Sprar i centri d'accoglienza (Cas) non dovrebbero più aprire e quelli esistenti andrebbero pian piano a scomparire». Per il consigliere 5 Stelle Maurizio Fidanza andrebbero attivate politiche d'integrazione corrette. «È necessario rendersi conto che gli immigrati non sono solo un numero da far quadrare e sistemare», dice, «in molti casi i politici tacciono e le coop ne fanno un business. Queste persone hanno bisogni ed esigenze e chi li gestisce dovrebbe fare in modo che il tutto si inserisca nel pieno rispetto della cittadinanza che li ospita. Il problema non è l'etnia, né tantomeno il colore della pelle, il problema è che Penne non ha la forza ed i mezzi per ospitare quasi 200 richiedenti asilo».
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