Sgombero e catene al tunnel Il Comune pronto a murare

Primo intervento dopo il ritrovamento di una donna morta nel sottopasso della stazione Teodoro: «Continueremo a fare controlli». Forconi annuncia un esposto: «È un pericolo»
PESCARA. Una catena per sbarrare l’accesso al sottopasso della vergogna in pieno centro. Ieri, nel tunnel che collega via Ferrari all’area di risulta, lo stesso in cui mercoledì scorso è stata trovata morta una donna di 33 anni, sono intervenuti i vigili urbani e gli operai del Comune. I disperati accampati nella galleria sono stati identificati e sgomberati. «È un intervento parziale», dice Gianni Teodoro, il nuovo assessore alla Polizia municipale. Dopo l’ultimo fatto di cronaca che ha messo ancora una volta a nudo, le condizioni di degrado del sottopasso che dovrebbe ospitare il mercatino dei senegalesi ma soltanto dopo 250 mila euro di lavori (contestati da commercianti, opposizione e anche da interni alla maggioranza), il Comune vuole frenare i bivacchi: un’emergenza della città. E dopo la catena messa ieri, probabilmente, si passerà a murare gli ingressi. Troppo facile scavalcare le recinzioni o spaccare le catene. «L’intervento fa parte di un piano più ampio che sarà presentato nei prossimi giorni dal sindaco Marco Alessandrini», dice Teodoro, «per ora non si può dire di più».
Parla di «palliativo assolutamente inutile» Marco Forconi, esponente di Fratelli d’Italia, che annuncia, per domani, la presentazione di un esposto: «Dentro il tunnel si sono consumate diverse risse, una con tentativo di omicidio, e una morte ancora avvolta nel mistero. Il tunnel deve essere chiuso, prima che si consumino altri gravi fatti di cronaca nera. Mercoledì sarà presentata la richiesta/esposto a questura, prefettura, Rfi e Polfer». Secondo Forconi, una catena non può fermare il degrado della zona: «Durerà 24 ore. O forse meno».
Il Comune, intanto, punta anche sull’assistenza ai disperati: «La rete che abbiamo attivato con le associazioni di volontariato», spiega l’assessore alle Politiche sociali Antonella Allegrino, «ci consente di recepire subito fenomeni di marginalità estrema. In particolare, il progetto Servizi di prossimità, realizzato in collaborazione con la fondazione Caritas e On the Road per controllare la presenza e lo stazionamento di persone senza dimora in determinate aree della città, centrali e periferiche, ci ha dato la possibilità di stabilire, in 8 mesi di attività delle unità di strada, oltre tremila contatti. Sono state 250 le persone incontrate, afferenti al target della marginalità estrema», dice Allegrino, «di cui il 40% è di nazionalità romena di etnia rom. In 102 sono risultate appartenere a una categoria di vulnerabilità, il 65% con una dipendenza. Attualmente, come Servizi sociali, assistiamo 25 senzatetto che hanno accettato di seguire un percorso individualizzato di reinserimento e usufruire di interventi a bassa soglia, perché non tutti vogliono o riescono ad aderire ad un percorso inclusivo. Si tratta di un lavoro molto lungo e complesso, articolato in varie fasi».
L’assessore si appella ai pescaresi e invita a segnalare episodi di accattonaggio e di accampamenti: «Resta attivo il numero verde 349.7856242 per segnalare all’amministrazione comunale sia fenomeni di accattonaggio sia la presenza di persone che dormono in strada. Avvicinare queste persone richiede molta attenzione e competenza ed è estremamente difficile motivarle a cambiare il loro modo di vivere. Accettano beni di prima necessità, consigli, aiuti economici, si recano nelle strutture di accoglienza diurna e notturna, ma per scelta o perché vittime di dipendenza da alcol o da droghe non accettano di intraprendere un percorso di reinserimento sociale».
La rete di intervento coordinata dall’assessorato alle Politiche sociali comprende la Caritas, l’associazione On The Road e le comunità Papa Giovanni XXIII e Sant’Egidio, affiancate dalla Croce Rossa, la Misericordia, il Gruppo di volontariato Vincenziano, le associazioni Anawim e Asso e la mensa di San Francesco. (p.l.)
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