Shopping al via: i negozianti puntano tutto sulla sicurezza

Camerini sanificati e vaporizzatori per i capi non acquistati E c’è chi propone ai clienti gli acquisti su appuntamento
PESCARA. Vaporizzatori per sanificare gli abiti non venduti, ma provati dal cliente. Sono diversi i negozianti pescaresi che hanno investito sulla sicurezza, per sé e per la clientela, acquistando strumenti per le igienizzazioni, anche se non obbligatori.
Domani il commercio al dettaglio del settore moda riaprirà ufficialmente. Le disposizioni da rispettare come sempre vanno nella direzione della sanificazione e del distanziamento. I clienti potranno entrare uno alla volta in locali da 40 metri quadrati. Tutti, utenti e addetti, dovranno indossare guanti e mascherine. I negozi, opportunamente sanificati prima della riapertura, dovranno essere sottoposti a costanti igienizzazioni nel corso della giornata, soprattutto piani di appoggio, camerini e strumenti utilizzati, come casse e pos. Resta l'incognita abiti.
Se in un primo momento sembrava richiesta la sanificazione dei capi provati e non acquistati da rimettere in esposizione, le linee guida ufficiali non danno prescrizioni al riguardo. Nel segno di una responsabilità individuale, alcuni commercianti hanno scelto comunque di farlo.
«Abbiamo acquistato un vaporizzatore che utilizzeremo sui capi, non venduti, dopo ogni prova», spiega Massimiliano Albanese. Nei 100 metri quadrati del negozio di abbigliamento potranno entrare due clienti alla volta. All'ingresso saranno a disposizione gel igienizzanti, guanti e mascherine. «Abbiamo realizzato delle mascherine in tessuto a nostro marchio che metteremo a disposizione dei clienti», anticipa. «Per ripartire proporremo vendite in promozione. Come noi cercheremo di accontentare la clientela, i fornitori ci verranno incontro. È una catena necessaria, altrimenti la ripartenza sarà dura».
Per coccolare i propri acquirenti ed evitare attese all'esterno c'è chi opta per una vendita per appuntamento. È il caso di Dèfilè Pour Homme di Alessandro Acerbo. «Abbiamo pensato di attivare un shopping su appuntamento per un acquisto personalizzato. Abbiamo sottoposto il locale a una sanificazione all'ozono, lasciando gli abiti esposti, così da igienizzare anche i capi. Abbiamo acquistato uno spray nebulizzatore per sanificare i vestiti dopo la prova». Scelta simile per Sara Aliberti di Cherie. «Ho acquistato uno spray e un vaporetto per igienizzare gli abiti dopo le prove. Abbiamo creato un percorso obbligato nel negozio e sanificheremo dopo ogni utilizzo i camerini. Proseguiremo nelle spedizioni che abbiamo intensificato durante il periodo del lockdown. Credo che anche le persone non abituate si sono adeguate al commercio online, per questo stiamo lavorando alla realizzazione di un sito di e-commerce. E se ci concederanno le autorizzazioni, sto pensando di creare un piccolo angolo di esposizione all'esterno del negozio».
Opterà per un'areazione naturale dei capi, Romina Faricelli della boutique Fées De Charme. «Dopo ogni prova isolerò gli abiti per un paio di giorni, prima di rimetterli in vendita. Credo che stia al buon senso di ciascuno applicare le linee guida in modo più o meno rigido. Ritengo necessario mantenere un comportamento scrupoloso per noi e per la clientela». Pur se di 90 metri quadrati, nel negozio l'accesso sarà consentito a una persona per volta. «Da sempre abbiamo dato disponibilità alle clienti di concordare vendite su appuntamento e in questa fase continueremo con ancora più attenzione».
Vestiti arieggiati anche dallo storico Tenerelli Moda. «Una volta provati, faremo arieggiare i capi per mezza giornata», spiega Fabiana Tenerelli che ha raccolto il testimone dalla madre Elisabetta Brancadoro. «Abbiamo un locale di 150 metri quadrati, quindi potranno entrare tre clienti alla volta. Se sarà necessario amplieremo gli orari di apertura per andare incontro alle varie esigenze».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

