Si allarga la protesta dei benzinai Tre ricorsi contro la stangata

I titolari dei distributori impugnano le cartelle di pagamento per la tassa di occupazione del suolo pubblico Dopo l’Api-Ip anche Tiber e Petrol Fuel vanno in tribunale: «La Cosap è illegittima, non dobbiamo pagare»
PESCARA. Si allarga la rivolta dei benzinai contro il Comune. Dopo il primo ricorso presentato della società Ip-Api, in municipio ne sono arrivati già altri due firmati da altrettante società petrolifere. Stavolta, a sostenere che sarebbe «illegittima» la tassa di occupazione del suolo pubblico (Cosap) richiesta dal Comune sono la Tiber e la Petrol Fuel, entrambe con sede a Roma ma titolari di impianti di distribuzione carburanti anche in città. Tiber e Petrol Fuel hanno impugnato 6 cartelle di pagamento a testa. Ma è possibile che la protesta cresca ancora e che prendano posizione anche altri titolari di impianti di carburanti.
A fare da apripista ai ricorsi è stato uno dei colossi petroliferi italiani, la Api-Ip (Anonima petroli italiani): la società ha citato in giudizio il Comune e la sua ditta di riscossione Ica richiedendo l’annullamento, previa sospensione, dell’atto di accertamento emesso il 1° luglio dell’anno scorso e notificato il 5 dello stesso mese, con cui l’ente ha invitato l’Api-Ip a provvedere al pagamento della somma di 39.231 euro per il canone Cosap del 2016, di cui 23.527 euro a titolo di «sanzione amministrativa per l’occupazione abusiva», così è scritto nel documento dell’amministrazione comunale, oltre ad interessi e spese di notifica. Più un secondo accertamento, notificato l’11 luglio dell’anno scorso, con cui è stato richiesto il pagamento di altri 40.452 euro per il mancato versamento della Cosap nel 2011, di cui 23.527 a titolo di sanzione amministrativa, oltre ad interessi e spese di notifica. Totale da versare, 79.683 euro. Insomma, una stangata che la società non ha affatto intenzione di pagare. Secondo l’Ip-Api, l’applicazione della tassa comunale sarebbe «illegittima». E sulla stessa lunghezza d’onda ci sono anche le altre due società che hanno fatto ricorso: la Tiber chiede al tribunale di «accertare e dichiarare che nulla è dovuto a titolo di Cosap in favore del Comune» e di dichiarare nulle le cartelle di pagamento; anche la Petrol Fuel sostiene che gli atti sarebbero da annullare e la richiesta al tribunale è di «dichiarare inefficaci e privi di effetto tutti gli atti di accertamento e tutti gli avvisi di pagamento impugnati».
La giunta del sindaco Pd Marco Alessandrini ha approvato tre delibere fotocopia per ribadire che sulla Cosap non ci saranno sconti: il caso si sposterà in tribunale. La giunta ha affidato l’incarico della difesa all’avvocato comunale Marco De Flaviis.
Cosa deciderà il tribunale è impossibile prevederlo ma il regolamento comunale sulla Cosap spiega, in proposito, che è soggetta al pagamento «l’occupazione degli spazi appartenenti al Demanio o al patrimonio indisponibile del Comune, comprese le aree destinate ai mercati, nonché quelle private soggette a servitù di pubblico passaggio». (p.l.)

