Si cerca anche nei pozzi il turista sparito

30 Settembre 2018

Anche volontari da Salle, Sant’Eufemia e Tocco affiancano i soccorritori che da quasi un mese stanno battendo la zona 

CARAMANICO . Anche i pozzi sono stati mappati e ispezionati lungo i sentieri della Valle dell’Orfento. È passato quasi un mese e proseguono senza sosta, seppur con uomini e mezzi ridotti, le ricerche di Carlo Rodrigo Fattiboni, il 76enne di Brugherio originario di Pescara, scomparso il 3 settembre scorso mentre passeggiava nei boschi di Caramanico.
I soccorritori si sono inoltrati nelle viscere del terreno e non hanno lasciato nulla al caso. Sono tornati e ritornati nelle vicinanze del paese dove l’escursionista, grande camminatore, è sparito nel nulla alle 16,55 di quel giorno di inizio settembre per non dare mai più notizie di sè.
Nel frattempo la prefettura ha dimezzato uomini e mezzi, i volontari del soccorso si sono ridotti a meno di 50 unità dei 100 iniziali. Ed è stato smantellato il presidio di emergenza con vigili del fuoco, soccorso alpino e speleologico, carabinieri forestali, protezione civile , carabinieri della locale stazione, ambulanze del 118, allestito nel perimetro del comando del corpo forestale dove si trova il museo naturalistico intitolato allo zoologo Paolo Barrasso. Hanno partecipato personalmente alle ricerche dello scomparso anche il sindaco Simone Angelucci e l’assessore alla Protezione civile Rita Silvaggi che ha guidato il gruppo di 30 volontari provenienti anche da Salle, Sant’Eufemia e Tocco da Casauria.
Per diverse settimane, la moglie di Fattiboni, Lilly e le figlie Francesca (architetto) e Ines (psicologa), hanno atteso alla pensione Vincenzella di viale Roma, il ritorno del congiunto. Tra speranze e paure, la famiglia è rimasta al fianco dei soccorritori, ha ascoltato le loro strategie e anche le loro frustrazioni. Negli ultimi giorni, la signora Lilly (le figlie arrivano a turno da Milano dove lavorano) ha lasciato l’hotel di viale Roma dove ha alloggiato col marito dal 26 agosto, quando sono arrivati in paese per fare le cure termali, e si è trasferita nella casa di Pescara.
Stremata dalla mancanza di notizie e con il terrore di ricevere la telefonata per il riconoscimento del corpo, i familiari di Fattiboni hanno stilato, nelle settimane scorse, un ventaglio di ipotesi sulla scomparsa del pensionato, con un passato di amministrativo in una cartiera della Brianza: dalla perdita di memoria, alla rapina fino all’uccisione a opera di balordi che potrebbero avergli rubato i 300 euro e il cellulare che l’uomo aveva in tasca al momento della sparizione.
I carabinieri sono in continuo contatto con la famiglia per fornire gli aggiornamenti sulle indagini ed eventuali segnalazioni che arrivano da persone che dicono di aver visto o sentito qualcosa.
E ogni settimana il prefetto Gerardina Basilicata convoca riunioni per fare il punto sullo stato delle ricerche.
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