Si mobilitano i lavoratori dell’Aca

20 Settembre 2016

I sindacati: l’ente non può essere assoggettato a mire privatistiche

PESCARA. Un approfondimento tecnico giuridico sul concordato preventivo e aria di mobilitazione all’Aca. Temono il rischio della ingovernabilità i lavoratori del consorzio acquedottistico, causa la situazione che si è determinata all’indomani dell’assemblea dei sindaci dell’ente.

La questione è stata al centro di una riunione della Rsu , che ha deciso di avviare «iniziative che potranno anche portarci alla dichiarazione dello stato di agitazione, con conseguenti azioni di lotta, se non si lavorerà unicamente per preservare un ente pubblico da qualsiasi tentativo di assoggettarlo a mire privatistiche o di controllo politico».

I sindaci, che sono proprietari dell'ente in quanto rappresentanti delle loro comunità, affermano i delegati di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, «devono avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità nella scelta di un professionista che dia continuità alle politiche aziendali seguite in quest'ultimo periodo, che hanno portato, vogliamo ricordarlo se mai ce ne fosse bisogno, a superare il periodo più grave di una crisi che ha visto l'Aca sulla soglia di un dissesto irreversibile che avrebbe avuto tragiche conseguenze per i cittadini e i lavoratori, frutto di una precedente gestione dissennata dell'ente verso la quale non vorremmo si tornasse».

Riduzione dei costi, confronto sul piano industriale e pianta organica, risanamento dei conti e reinternalizzazione di alcuni servizi sono i punti attorno ai quali si è svolto il confronto con il sindacato. «Tutto questo impegno», chiosano, «non può essere disperso senza ricadute devastanti».