Si prepara il ritorno in aula ma rimangono le difficoltà

10 Agosto 2020

Parlano i dirigenti scolastici: fondamentale la didattica in presenza, c’è fiducia ma servono maggiori spazi e più personale per garantire la sicurezza nelle classi  

PESCARA. L’obiettivo è tornare a lavorare in classe, ritrovando il più possibile quella normalità stravolta negli ultimi mesi dall’emergenza coronavirus. Ma i problemi non mancano. A poche settimane dal suono della prima campanella che decreterà il rientro a scuola per docenti e studenti, sono ancora tante le incognite a cui gli istituti abruzzesi devono far fronte, nonostante non manchi l’ottimismo tra gli addetti ai lavori. L’apparente periodo di ferie è in realtà un momento di grande impegno per i dirigenti scolastici, alle prese con la fase organizzativa del ritorno nelle aule tra disposizioni ministeriali e attesa per interventi che risolvano molti dei problemi attuali.
«Siamo aspettando di avere risposte ad una serie di richieste avanzate», sostiene Alessandra Di Pietro, dirigente scolastico dell’Istituto Alberghiero e Turistico Ipsseoa “De Cecco” di Pescara. Tra queste, personale aggiuntivo sia tra i docenti che tra i collaboratori scolastici «per consentire lo sdoppiamento di classi in modo da rendere possibile una formazione in presenza con il dovuto distanziamento». Ma le istanze della scuola riguardano anche gli arredi, come ad esempio banchi monoposto più piccoli rispetto a quelli consueti. L’attesa, inoltre, ha a che fare con le opere di edilizia leggera, necessarie alle scuole per rendere possibile la creazione di nuovi spazi dove inserire le classi. «Su questa base l’obiettivo è quello di non dover ricorrere alla didattica a distanza. Sarà molto importante anche quel che riguarda il trasporto, avendo molti studenti pendolari», continua Di Pietro. «Noi abbiamo previsto tre diversi orari di ingresso e quattro di uscita per evitare assembramenti sui pullman. Utilizzeremo inoltre un diverso luogo di entrata e di uscita».
A Teramo la dirigente scolastica dell’Iis Delfico-Montauti, Loredana Di Giampaolo, pone l’accento sulla necessità di più personale e spazi per prevedere il ritorno in classe. «Un incremento dell’organico sia degli insegnanti che dei collaboratori scolastici», fa sapere, «ci permetterebbe un più ampio respiro. Noi ci stiamo lavorando già da tempo e speriamo di riuscire ad ottenerlo. Un altro problema è quello degli spazi, non ce ne sono a sufficienza. Gli enti locali fanno quello che possono, ma oggettivamente è difficile reperirne». Di Giampaolo resta tuttavia ottimista: «Mi auguro che le cose possano migliorare. Se non sarà così? Valuteremo un piano B, la didattica a distanza al momento è l’ultima ipotesi». Un’eventualità che però tornerà alla ribalta qualora il Covid-19 dovesse ripresentarsi duramente nel corso del prossimo autunno: «Speriamo che questo non avvenga», conclude la dirigente scolastica, «ma se le lezioni dovessero tornare ad essere svolte da casa, ormai la modalità è stata collaudata. Ci faremo trovare pronti».
E il ritorno in classe è l’obiettivo anche di Paola Di Renzo, rettore del convitto nazionale G.B. Vico di Chieti e dirigente scolastico della scuola primaria, secondaria di primo grado, liceo classico e artistico annessi al convitto nazionale. «Bisogna tornare alla normalità» è il suo imperativo, «con il buon senso e le risorse a disposizione noi dirigenti scolastici ci siamo già attivati per mettere in campo quelle azioni necessarie alla riapertura». Ma non mancano delle perplessità. «Sentiamo dire dal ministro che si farà scuola nei teatri, nei musei, in tutti i luoghi della città, ma in realtà questo non è possibile. Le faccio un esempio: ho chiesto i locali della galleria della Camera di Commercio di Chieti per poterci realizzare didattica in presenza per due classi del liceo classico, ho trovato molta disponibilità ma poi di fatto mi è stato detto di no perché si priverebbe la città di uno spazio che è funzionale alla promozione della cultura». Anche sul fronte degli adeguamenti degli spazi delle scuole «gli enti locali si stanno muovendo con molto ritardo», senza dimenticare la questione mense considerando che in merito «nelle linee guida si danno poche indicazioni». Nonostante tutto la fiducia non manca: «Le condizioni oggettive al momento non ci sono per riaprire perché gli enti locali non hanno ancora effettuato i lavori per adeguare gli spazi e tanto altro deve essere chiarito. Però nelle scuole operano persone che lavorano con passione e senza risparmiarsi, quindi sono convinta che le problematiche possano essere risolte».