Si raccolgono giochi, come donarli
Aiuti alle famiglie dei rifugiati: aperta la sede della polizia locale dalle 8 alle 20
AVEZZANO. Scatta una gara di solidarietà per i bambini e le bambine fuggiti dall’Afghanistan e ospitati all’Interporto di Avezzano. Per loro il Comune ha attivato un punto di raccolta giocattoli nella sede della polizia locale. Le famiglie con bambini al seguito nel maxi campo profughi del Centro Italia sono tante. Un aspetto questo che ha colto la sensibilità degli amministratori locali i quali hanno deciso subito di aprire un punto di raccolta giocattoli sia nuovi che usati (quest’ultimi saranno sanificati). Tutti coloro che hanno in animo di effettuare la donazione di un giocattolo posso recarsi nelle sede della polizia locale, a Borgo Pineta, tutti i giorni dalle 8 alle 20. I giochi donati dai cittadini saranno uniti a quelli messi a disposizione dallo stesso Comune di Avezzano e dalla famiglia dell’imprenditore avezzanese Berto Savina.
Intanto, ieri mattina una delegazione comunale capeggiata dal sindaco facente funzione di Avezzano, Domenico Di Berardino, ha fatto visita all’Interporto per verificare lo stato dell’arte del campo di accoglienza gestito da Croce rossa e Protezione civile e manifestare vicinanza e solidarietà alla popolazione afghana. Il gruppo, composto dal presidente del consiglio, Fabrizio Ridolfi, dai consiglieri Maurizio Seritti, Maria Antonietta Dominici e Antonio Del Boccio, e dai dirigenti Luca Montanari e Tiziano Zitella, ha concordato la messa a disposizione di 6 volontari della Protezione civile comunale per ogni turno in ausilio al personale deputato per la gestione del campo. «Fa venire i brividi vedere tutte quelle persone, donne, uomini e soprattutto bambini costretti ad abbandonare la propria terra per sfuggire ai talebani», afferma Di Berardino, «confidiamo nel grande cuore degli avezzanesi e dei marsicani per far sentire a quelle persone in fuga la nostra vicinanza, affetto e solidarietà, nella speranza», conclude il sindaco facente funzione, «di strappare un sorriso a quei bambini innocenti che hanno avuto la sfortuna di venire al mondo in una terra martoriata dalla guerra e sono stati costretti a fuggire alla ricerca di una vita migliore». (f.d.m.)

