Si riduce lo smart working: ora solo 3 giorni a settimana

Nei piani del governo c’è il limite all’attività da remoto: non oltre dodici giorni al mese Previsti accordi singoli tra aziende e dipendenti, ecco come funziona per gli autonomi
PESCARA. Accordi tra singole aziende e dipendenti per regolamentare lo smart working. È la principale novità che riguarda il lavoro da casa per dipendenti e lavoratori autonomi. Con la fine delle ferie si dovrà gestire il ritorno alla normalità per imprese, dipendenti e lavoratori autonomi. In molti dovranno rimettersi a fare i conti con le dinamiche che ci hanno accompagnato in questi mesi, molte delle quali dettate proprio dall’emergenza sanitaria che non dà segni di cedimento da oltre due anni e mezzo. Tra queste, quella che ancora interessa maggiormente il lavoro degli italiani riguarda la possibilità di usufruire appunto dello smart working, una misura cardine che l’allora governo Conte Bis mise in atto con forza per contrastare la prima ondata di contagi che travolse il nostro Paese.
Oggi si torna a discuterne per la scelta del Consiglio dei ministri guidato da Mario Draghi ancora per qualche tempo di terminare il regime agevolato per il lavoro agile a partire dal prossimo 31 agosto. Una scelta che sposta le lancette indietro di 30 mesi e che riporta la disciplina alle condizioni precedenti allo scoppio della pandemia.
Infatti, per usufruire dello smart working, non esisteranno più delle direttive statali valide per tutti, ma serviranno nuovi accordi che dovranno essere stipulati volta per volta tra le singole aziende e i propri dipendenti.
Resterà comunque in vigore il regime semplificato delle comunicazioni al ministero del Lavoro: dal 1° settembre infatti le aziende non dovranno più trasmettere le singole intese raggiunte una per una con ogni dipendente, ma potranno comunicare solo l’elenco dei contribuenti che hanno deciso in autonomia di firmare l’accordo.
SOGGETTI FRAGILI
E CHI HA FIGLI A CARICO
Per ogni datore rimarrà l’obbligo di descrivere in maniera dettagliata il patto stipulato con i propri dipendenti e inoltrarlo nel più breve tempo possibile al ministero del Lavoro. All’interno del documento dovrà essere specificata la strategia che si intende mettere in atto per regolare i tempi di riposo del lavoratore, oltre alle misure per assicurare la disconnessione. La semplificazione voluta dall’esecutivo passa anche dalla possibilità per le aziende di integrare le nuove intese con le norme di un regolamento aziendale unilaterale che già risultano attive o di un accordo tra impresa e sindacato stipulato in precedenza.
Rimane in sospeso la questione che riguarda il lavoro agile per i lavoratori fragili o con figli minori di 14 anni. Le parti sociali hanno chiesto una proroga fino al prossimo 31 ottobre, ma la misura non è entrata nel decreto legge Aiuti bis approvato dal Parlamento. Il ministro Andrea Orlando si è espresso in merito affermando che il governo «proseguirà nell’azione per individuare le risorse necessarie» in fase di conversione del decreto.
LIMITE AL LAVORO DA CASA
Nel piano del ministero del Lavoro è stato introdotto un limite alle giornate che i lavoratori con malattie anche gravi possono svolgere da remoto: non più di 3 giorni a settimana, 12 al mese. Stesse linee guida per genitori con figli fino a 14 anni e per chi abita lontano dall’ufficio. Quello del Lavoro è peraltro uno dei ministeri che utilizza strutturalmente lo smart working. Al 31 dicembre 2021, su un totale di 1.878 dipendenti in servizio (1.004 uomini e 874 donne), 1.380 dipendenti (658 uomini e 722 donne), circa il 73,48% del personale in servizio, svolge l’attività lavorativa da remoto.(u.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

