Si riparte con il progetto sul fiume
Rosciano, altri trenta giorni per le osservazioni sulle vasche anti-esondazione
ROSCIANO. Ci sarà ancora da discutere sul progetto della realizzazione delle cinque vasche antiesondazione che la Regione vuole realizzare lungo il corso del fiume Pescara nei territori ricadenti nei comuni di Rosciano, Cepagatti, Manoppello e Chieti, opere finalizzate a scongiurare inondazioni a partire dalla parte finale della vallata del Pescara fino alla città capoluogo adriatico.
Su istanza del consigliere regionale, Lorenzo Sospiri e dei consiglieri comunali di Cepagatti, Monica Ciuffi e Paolo Di Domizio, la Regione ha riaperto i termini per presentare osservazioni al nuovo progetto ultimamente rielaborato dopo un sopralluogo dei tecnici del comitato per la Valutazione dell'impatto ambientale (Via).
Ci saranno soli 30 giorni per produrre nuove documentazioni, correttivi e chiedere garanzie sul rispetto dei diritti dei propietari e dei comuni. Il progetto prevede la realizzazione di vasche sui soli territori di Rosciano e di Cepagatti, gli unici Comuni che nel corso degli anni hanno evitato di cementificare il fiume, Comuni dunque virtuosi che hanno rispettato le distanze dal corso d'acqua.
La costruzione delle vasche non comporterà espropri dei terreni che sarà necessario occupare, ma soltanto l'istituzione di una servitù di allagamento, prevista per legge. Si eviteranno così anche ulteriori ritardi per la possibilità di contenziosi che s’innescherebbero in caso di espropriazioni, con il rischio di perdere il previsto finanziamento di 54 milioni di euro per l'esecuzione dei lavori.
Sono 170 I proprietari terrieri interessati alla occupazione dei propri appezzamenti che dovranno essere indennizzati, stando a un emendamento approvato dal Consiglio regionale richiesto dalla stesso Sospiri, che dovranno percepire somme che vanno dal 40 al 70 per cento del valore di mercato dei terreni, mentre per quei Comuni virtuosi (Rosciano e Cepagatti) ci sarà un consistente ristoro da definire che potrà essere reimpiegato per opere di mitigazione dei rischi idraulici, idrogeologici e ambientali.
La procedura prevede che, scaduti i trenta giorni, saranno discusse le nuove osservazioni e rimodulato il progetto, che comunque potrà ancora essere al centro di nuove osservazioni e rivisitazioni. Si tratta di opere che andranno a stravolgere l'assetto territoriale di zone limitrofe al corso fluviale e a incidere sui diritti di 170 famiglie, nonché a costituire potenziali vulnus sull'evoluzione delle condizioni ambientali.
Walter Teti
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