«Si spaccia anche dentro le case popolari»

Il consigliere regionale: il centrodestra si accorge solo ora dell’emergenza, sarà la campagna elettorale?
PESCARA. «C’è una bomba sociale nei palazzoni scheletro di via Tavo? Buongiorno e benvenuti nella città che amministrate da cinque anni». Così Domenico Pettinari, consigliere regionale del M5S e candidato sindaco indipendente da centrosinistra e centrodestra, commenta la notizia della baraccopoli di Rancitelli all’interno degli ex palazzi Clerico. «Leggere oggi di visite ispettive, denunce e interventi, da parte di chi per cinque anni si è trincerato esclusivamente dietro l’operazione spot dell’abbattimento del Ferro di cavallo, che come ampiamente previsto dal sottoscritto ha solo spostato il problema, è un’offesa all’intelligenza di chi vive in quelle zone e da anni ci mette la faccia chiedendo aiuto».
Per Pettinari, il degrado dei palazzi mai finiti non è una sorpresa: «Da sempre denunciamo con foto, video e testimonianze, quanto accade in quelle zone. Ci hanno chiamato denuncisti e allarmisti, ci hanno tacciato di essere esagerati, mentre loro sedevano comodamente sulle sedie del consiglio comunale inoperosi. E oggi, probabilmente svegliati dall’odore della campagna elettorale, si accorgono che l’abbattimento del Ferro di cavallo non ha risolto un bel niente. Ma la cosa più grave è che i consiglieri del centrodestra», incalza, «forse non sanno, o fanno finta di non sapere, che il loro sindaco può intervenire, come io stesso ho chiesto più volte, con un’ordinanza per sgombrare l’area e metterla in sicurezza, sostituendosi all’inerzia del privato». Pettinari prosegue: «Vorrei ricordare ai distratti consiglieri che il problema dello spaccio, del consumo di droga e della criminalità non si trova solo nella baraccopoli. È una triste realtà anche nelle case popolari poco distanti, in via Lago di Capestrano, che hanno raccolto tutta la malavita che si concentrava al Ferro di cavallo. Sono sceso in strada con i cittadini, e sono stato inascoltato proprio da chi ha il dovere di amministrare la città. Visto che il centrodestra è alla guida del Paese, della Regione e del Comune, invece di parlare come se governassero altri, chiedano al loro ministro di attivare immediatamente la procedura per inserire Pescara nell’operazione “Strade sicure”, così da incentivare la presenza dell’esercito in ausilio alle forze dell’ordine locali. La verità è che dovrebbero tacere e chiedere scusa alla città».

