Si stacca il cancello, custode ferito: ho rischiato per salvare due anziani

27 Dicembre 2019

Il racconto di Massimo Manzo dall’ospedale: ho visto quell’anta cadere e ho urlato di andare via La struttura, all’ingresso del camposanto, era già stata segnalata. Avviata un’indagine interna

PESCARA. «Ho urlato con tutto il fiato che avevo: andate via, allontanatevi! È stato un attimo, due persone rischiavano di morire schiacciate dal cancello. Sto male, ma sono contento di aver salvato le loro vite».
Massimo Manzo, pescarese, 58 anni, custode di Ambiente spa al cimitero dei Colli, è l’eroe per caso che nel giorno di Natale, alle 12,30, è riuscito, con una incredibile prontezza di riflessi, a evitare una tragedia. Una porzione di cancello, all’ingresso del camposanto tra strada Colle di Mezzo e Salita Tiberi, si è staccata per cause in corso di accertamento. L’uomo, padre di tre figli di 20 e 14 anni (due gemelli), è rimasto schiacciato mentre tentava di allontanare due persone anziane che sostavano lì vicino e che non si erano accorte di essere in pericolo. Il 58 enne, residente in zona stadio, è finito in ospedale con due dita della mano sinistra fratturate e profondi tagli ai muscoli della gamba destra. Per ricucire lo squarcio, i sanitari gli hanno applicato una trentina di punti di sutura e da due giorni è ricoverato nel reparto di Ortopedia copn una prognosi di 30 giorni. La zona dell’incidente è stata transennata e messa in sicurezza dai vigili del fuoco e dalla polizia municipale. Al custode è arrivata la solidarietà del sindaco Carlo Masci e dell’assessore ai Cimiteri Mariarita Paoni Saccone. Con gli amministratori, che si sono detti «rammaricati» per quanto successo, Massimo Del Bianco, direttore operativo di Ambiente spa (l’azienda che si occupa della manutenzione dei cimiteri) ha immediatamente avviato una «indagine per verificare le cause dell’incidente». Il cancello era «sotto osservazione» perché allarmi sul malfunzionamento erano arrivati all’azienda dai passanti e dagli operatori commerciali del posto, già nei giorni scorsi. Il custode ferito si trovava nelle vicinanze dell’obitorio la mattina di Natale. Spaventato e sofferente, è lui stesso, dal letto d’ospedale, a raccontare l’accaduto: «Stavo regolando il flusso delle auto autorizzate a entrare dall’ingresso principale, quando, all’improvviso» ricorda Manzo, «ho visto una parte del cancello sganciarsi. Sarebbe crollato addosso a quelle due persone» se non avesse avuto la prontezza di intervenire e fermare la pesante inferriata.
«Ho visto», riprende il custode, «l’anta destra staccarsi, sarebbe ricaduta a piombo su quelle due persone che poi, passato lo spavento, mi hanno chiamato per ringraziarmi di aver salvato loro la vita. Ho urlato: andate via da lì. Mentre io sono rimasto sotto. Avevo dolori lancinanti, ero sanguinante e piangevo disperato. Marco, il fioraio ha chiamato l’ambulanza. Mia moglie Rita è distrutta dal dolore così come i miei figli. Ma eccomi qui. Sono dolorante ma se quei due fossero morti, non me lo sarei mai perdonato».