Si teme un altro malato Ma restano casi isolati

Bresciana all’Aquila positiva al primo test. Sta meglio il turista della Brianza Marsilio: «Sono pazienti venuti da fuori regione. Qui non c’è alcun focolaio»
PESCARA. Il timore per un secondo caso di Coronavirus in Abruzzo è concreto. Dopo il 50enne della bassa Brianza che, in vacanza con la famiglia nella casa estiva di Roseto degli Abruzzi, è risultato positivo, anche un’altra persona sarebbe stata contagiata dal Covid-19: si tratta di una giovane bresciana che è all'Aquila, il cui fidanzato, che si trova in Veneto, era stato contagiato. La vicenda della ragazza tiene tutti col fiato sospeso, soprattutto nel capoluogo abruzzese. Le controverifiche eseguite all'Istituto Superiore di Sanità sono attese per questa mattina. La Regione e gli esperti, in ogni caso, continuano a tranquillizzare i cittadini e ripetono che «non c'è un focolaio abruzzese», perché si tratta di «casi d’importazione», legati all'epidemia nel Nord.
POSITIVA AL TEST. La giovane, ricoverata all'ospedale dell'Aquila, avrebbe sviluppato i sintomi del virus. Ma due analisi eseguite in prima battuta a Pescara hanno dato un risultato contrastante, ipotesi prevista a livello sanitario. In questo caso sono quindi determinanti, come conferma ufficiale, gli esami effettuati a Roma all'Istituto Superiore di Sanità, a cui vengono inviati i campioni positivi o dagli esiti poco chiari. L’attesa è durata tutta la notte.
IL 50ENNE SENZA FEBBRE. Intanto sono migliorate le condizioni della prima persona risultata positiva in Abruzzo, definite comunque buone fin dai primi momenti. Il 50enne di Brugherio, in provincia di Monza, impiegato di banca, non ha più la febbre, ma continua ad avere tosse. Resta ricoverato all'ospedale di Teramo.
Prosegue invece l'isolamento domiciliare fiduciario, cioè la quarantena a casa, per tutti coloro che negli ultimi giorni hanno interagito con lui. Si tratta di una dozzina di persone, oltre alla moglie e ai due figli piccoli dell'uomo.
NUOVI CASI NEGATIVI. Nel frattempo sono emersi altri casi sospetti: diversi i tamponi eseguiti ieri per le successive analisi. Ma tutti, fa sapere l'assessore regionale alla Salute, Nicolettà Verì, sono risultati negativi. Anche l’uomo di Lodi, ricoverato all’ospedale di Teramo con sintomi influenzali e problemi respiratori, che era rientrato nel Teramano dopo aver partecipare ai funerali di un parente. Il caso aveva destato preoccupazione visti i tanti contatti avuti in occasione della cerimonia funebre, tra baci, abbracci e strette di mano.
NESSUN FOCOLAIO. Nell'ambito della gestione dell'emergenza, il presidente di Regione, Marco Marsilio, ieri mattina ha convocato un vertice a pescara, a cui hanno preso parte le Asl, i prefetti, la Protezione civile, i consiglieri regionali, alcuni parlamentari abruzzesi e sindaci. Il governatore prova a tranquillizzare tutti: «L'Abruzzo», dice, «non vedrà mutata la sua classificazione di regione senza cluster (il focolaio, ndc), in quanto il contagio è stato esterno e non c'è alcun focolaio del virus sul nostro territorio regionale». E aggiunge che non verrà adottata «alcuna iniziativa difforme da quanto previsto dalle linee guida nazionali e proprio per questo non ci sarà, al momento, alcun provvedimento di chiusura di scuole o di uffici pubblici». Il presidente definisce però «gravissime» le ripercussioni economiche e, proprio per questo, sottolinea che «è importante gestire le cose con la dovuta fermezza, ma anche con una certa serenità perché l'immagine di un Paese allo sbando o di città ridotte a lazzaretti allontanerebbe per mesi il turismo, l'economia, le attività».
LE ANALISI. Dal canto suo, l'assessore Verì afferma che «per far fronte a un possibile aumento delle richieste di test nel laboratorio regionale di riferimento a Pescara abbiamo aumentato la capacità di analisi dei campioni a 80 tamponi al giorno, a fronte dei 25 precedenti».
I DUE OSPEDALI. L'assessore infine annuncia per oggi una riunione del Crea, il comitato regionale emergenze, per coordinare le attività dei pronto soccorso e, soprattutto, per individuare l'ospedale che si farà carico, in caso di aumento dei contagi, del ricovero dei pazienti. Dovrebbe trattarsi dei presidi di Pescara e Chieti.
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