«Si tenga conto di queste critiche»

4 Febbraio 2022

Il docente Ziruolo: sono rilievi importanti, ma Pescara può rimettersi in riga

PESCARA. I rilievi mossi dalla Corte dei conti sul bilancio 2020 del Comune mettono in discussione le procedure adottate dall’amministrazione per riequilibrare le finanze dell’ente. Ma che peso hanno questi rilievi e che cosa accadrà ora? Lo abbiamo chiesto ad un esperto di finanza degli enti locali, il docente del dipartimento di Economia azienda dell’università D’Annunzio Andrea Ziruolo.
Professore, come giudica queste critiche della Corte dei conti?
«Premesso che il Comune di Pescara deve rispettare un Piano di riequilibrio finanziario pluriennale importante, bisogna tenere conto che si viene da un periodo di pandemia che stiamo vivendo tuttora in cui le entrate tributarie sono diminuite fortemente. Inoltre, la spesa del Comune è sostanzialmente rigida: su 100 euro, circa 92 sono spese incomprimibili. Quindi, a fronte di una riduzione di entrata e a fronte dell’impossibilità di ridurre le spese, tutto ciò si riflette in squilibri finanziari a tutto campo. La cosa più antipatica possono essere i debiti fuori bilancio, per cui non è stata seguita una procedura corretta e su questo io farei qualche riflessione. In merito all’anticipazione di tesoreria, il Comune conta di riscuotere i propri crediti e quindi va in scoperto di conto corrente. Naturalmente, il Comune ne risente».
Cosa comporta tutto questo?
«Sulla tesoreria si riesce a rientrare, anche perché Pescara è il Comune più ricco d’Abruzzo.
Quindi, quelli della Corte dei conti sono rilievi pesanti?
«Sì, sono rilievi importanti. Il fatto che non ci sia conciliazione con gli organismi partecipati è anche quella una situazione un po’ antipatica».
Ma quali conseguenze possono comportare questi avvertimenti dei magistrati contabili?
«Ora, è solo una tirata d’orecchi da parte della Corte dei conti. Il problema è che il mancato rispetto dei piani di equilibrio comporta per l’ente il dissesto finanziario, ma credo che Pescara sia lontanissima dal raggiungerlo. Quindi, si tratta solo di una bella richiamata. Conoscendo Pescara, la qualità del sindaco Carlo Masci e dei suoi amministratori sono convinto che ce la possano fare a risanare i conti. Il Comune ha una capacità di spesa di 130 milioni l’anno e quindi questi disequilibri possono essere governati anche se con difficoltà».(a.ben.)