Si ustiona per accendere un falò: 14enne in gravissime condizioni

24 Luglio 2023

Il ragazzino è originario di Ortona. Il cugino che giocava con lui è rimasto ferito: guarirà in 12 giorni È stato investito dal ritorno di fiamma dopo aver versato l’alcol sul fuoco: è in prognosi riservata

PENNE. La voglia di accendere un falò all’aperto alla fine di una serata estiva trascorsa alle pendici del Gran Sasso, dov’erano in vacanza a casa dei nonni, si è trasformata in un dramma per due cugini di 14 e 15 anni.
In particolare per il più piccolo, rimasto gravemente ustionato dal ritorno di fiamma alimentato dall’alcol gettato sul fuoco: da ieri notte è ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma con ustioni sul 40 per cento del corpo. È in prognosi riservata e le sue condizioni sono ritenute gravi dai medici.
Tutto è avvenuto sabato sera intorno alla mezzanotte, in un terreno adiacente alla casa dei nonni, in una zona di campagna di Penne, dove i due ragazzini originari di Ortona stavano trascorrendo le vacanze.
Il gioco, per i due, era di stuzzicare la brace che ardeva per far partire la fiamma. E c’erano anche riusciti. Ma sul fuoco che aveva preso ad ardere uno dei due, il 14enne, proprio per alimentarlo ha gettato dell’alcol, senza considerare il ritorno di fiamma che l’ha investito in tutta la parte superiore del corpo, senza dargli neanche il tempo di appoggiare la bottiglia di alcol che aveva preso per quell’operazione. Una circostanza che ha peggiorato ulteriormente le conseguenze del grave incidente, perché le fiamme che hanno investito il ragazzo hanno ovviamente raggiunto anche la bottiglia di alcol che aveva in mano e che, esplodendo, ha scatenato l’inferno.
È stato a quel punto che le urla disperate dei due cugini hanno fatto accorrere immediatamente il nonno che senza perdere neanche un secondo ha caricato i due ragazzi in macchina e si è precipitato all’ospedale di Penne da dove sono poi stati trasferiti d’urgenza, con l’ambulanza del 118, al più attrezzato ospedale di Pescara.
Una volta arrivati, di fronte alle gravi ustioni del ragazzo, con bruciature su quasi sulla metà del corpo, si è deciso subito per il suo trasferimento al Policlinico Gemelli di Roma dove, una volta intubato, è stato portato in prognosi riservata.
Decisamente meno gravi le condizioni del cugino che ha riportato lesioni giudicate guaribili dai medici in una dozzina di giorni: una volta medicato, dopo tutti gli accertamenti, è stato dimesso.
Ora tutte le energie e i pensieri della famiglia sono per le sorti del 14enne. Sulla vicenda, da ieri mattina, sono in corso gli accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Penne diretta dal tenente Alfio Rapisarda, chiamati a ricostruire l’episodio e ad accertare eventuali responsabilità.
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