«Siamo in ginocchio, basta promesse»

5 Marzo 2017

Sfogo del sindaco di Penne dopo l’incontro a Roma: non abbiamo più soldi

PENNE. Il Comune di Penne è in ginocchio e l'incontro a Roma con il Governo non ha prodotto le risposte desiderate dagli amministratori. «Entro fine mese», spiega il sindaco Mario Semproni, «dobbiamo approvare il bilancio di previsione 2017 e rischiamo di non farcela. Ad oggi non abbiamo le coperture finanziarie per le spese sostenute durante l'emergenza maltempo che superano il mezzo milione di euro».

Ben 250 mila euro sono stati necessari per la gestione della macchina operativa dei soccorsi impegnata a Rigopiano e per il ripristino dell'impianto sportivo che ha ospitato la struttura dei soccorsi. «Finora», ricorda Semproni, «né dal Governo, né dalla protezione civile della Regione, né dalla Prefettura ci hanno fornito risposte. E noi rischiamo il dissesto finanziario».

Spenti i riflettori mediatici sulla tragedia di Rigopiano, per Penne, nei giorni dell’emergenza centro nevralgico dei soccorsi, è alto il rischio di sprofondare nel silenzio. Ma gli amministratori pennesi chiedono, pretendono, il dovuto sostegno.

«Non sono affatto soddisfatto dell’incontro che abbiamo avuto a Roma con il Governo. Abbiamo ricevuto rassicurazioni, ma queste buone intenzioni, ora, devono essere cristallizzate con norme legislative e coperture finanziarie certe. Il mio Comune è in ginocchio», prosegue il sindaco di Penne, «abbiamo il centro storico devastato, con circa 50 abitazioni che sono state già sgomberate e altre che si potranno aggiungere nei prossimi giorni. Due scuole cittadine che ospitano complessivamente quasi 800 alunni sono state interdette perché sono inagibili dopo il sisma, mentre il tessuto produttivo e agricolo è distrutto».

L’emergenza neve-terremoto dello scorso gennaio ha inoltre generato gravi danni alle infrastrutture viarie, già malmesse dopo gli eventi atmosferici degli anni scorsi.

«Il Comune di Penne, che non si trova a Zagabria, ma a pochissimi chilometri da Farindola e dai centri del Teramano, deve essere inserito nel cratere sismico per sperare in una sua rinascita. Il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, che conosce molto bene la situazione finanziaria del nostro Ente, e soprattutto conosce la crisi economica che stritola il nostro territorio, deve aiutarci e sostenerci», conclude pungente il sindaco Semproni.

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