«Siamo pronti a occupare l’ospedale San Massimo»

Il comitato che difende la struttura sanitaria di Penne sul piede di guerra Il presidente: boicotteremo i partiti responsabili del killeraggio dell’area vestina
PENNE. Il comitato “Salviamo l’ospedale di Penne” non molla la presa e l’attenzione sul presidio sanitario dell’area vestino. Sabato scorso, in una sala polivalente stracolma fin sulle scale, si è tenuta un’assemblea pubblica, alla presenza anche di diversi sindaci dell’area vestina, durante la quale sono stati riportati i dati di reparti, servizi e posti letto degli ultimi 15 anni di storia del San Massimo. Una discesa continua ed inesorabile quella del presidio vestino.
«Abbiamo smascherato alcune menzogne tra cui una delle più utilizzate da troppi anni: quella dei 12 milioni di euro per la ristrutturazione del San Massimo , dell’ex articolo 20, che in realtà non esistono. È cominciato il tesseramento, che continuerà anche nei prossimi giorni, perché la voglia di partecipare è tanta come il desiderio di fare qualcosa di eclatante. Valuteremo nei prossimi giorni le proposte di un’occupazione dell’ospedale vestino», ha detto il presidente dell’associazione Salviamo l’ospedale di Penne, Nicola Spoltore. Da tredici anni ad oggi l’ospedale vestino è stato soggetto a un continuo e costante depotenziamento. Nel 2005 - in base ai dati che il comitato ha mostrato ai tanti cittadini intervenuti bell’assemblea - il San Massimo poteva contare su 185 posti letto, con 105 posti letto di media giornalieri, e dunque ampiamente dentro il limite dei 3,7 posti letto per 1000 abitanti della media nazionale. L’ospedale di Penne, da sempre punto di riferimento per un bacino di circa 52mila utenti, nel 2017 ha potuto contare su 74 posti letto: 21 per ortopedia-chirurgia, 26 medicina e 27 geriatria. Da gennaio 2018 la situazione è già mutata, e ortopedia non può contare più sui suoi 11 posti letto. A giugno prossimo, con il passaggio definitivo a ospedale di area disagiata, il San Massimo dovrebbe veder ridotta la sua capacità a circa 25 posti letto, più 14 posti di day hospital e day surgery. La riduzione del San Massimo, gioco forza, andrà a congestionare il presidio ospedaliero di Pescara. «Se queste amministrazioni (nazionale e regionale) ci vogliono azzerare, azzeriamo loro col voto. Facciamo in modo che il partito che sostiene i soggetti responsabili del killeraggio della nostra area vestina paghi con una debacle storica. Parleremo con tutti meno che con loro», ha concluso Spoltore. La presenza massiccia di gente comune nella sala polivalente D’Angelosante di piazza Luca da Penne, di certo, testimonia come le continue riduzioni stabilite per il nosocomio locale non siano più accolte come se nulla fosse dai cittadini.

