«Siamo tutti e tre malati Chiediamo una casa»

Montesilvano: moglie, marito e figlia di 20 anni costretti a dormire in unico letto matrimoniale. Sono ospiti di un genitore 91enne ma così non possono più vivere
MONTESILVANO. «Abbiamo bisogno di una casa dignitosa per vivere». È l'accorato appello lanciato da Luciano D'Arcangelo, un montesilvanese che da 5 anni è costretto a vivere in una piccolissima abitazione con la sua famiglia, ospite dell'anziano padre. A rendere più drammatica la situazione è soprattutto l'invalidità del capofamiglia e della figlia ventenne, entrambi affetti da epilessia, e della moglie, attualmente sottoposta a chemioterapia.
Come se non bastassero i guai di salute della famiglia, composta anche da un figlio maggiorenne, c'è il problema della casa. I quattro montesilvanesi, infatti, già seguiti dai servizi sociali del Comune per i loro problemi fisici ed economici, da 5 anni, sono ospiti del padre di Luciano, che ha 91anni, e vivono in una piccola abitazione in via Adige dove la muffa rende l'aria irrespirabile e gli ambienti sono assolutamente insalubri. A tutto questo si aggiunge la ristrettezza degli ambienti, che costringe il figlio a dormire su un divano in soggiorno, dove la famiglia mangia a pochi passi dal suo cuscino, e gli altri tre componenti a condividere un letto matrimoniale inserito in una camera che lo contiene appena. «Mia figlia ha 20 anni e dorme tra me e mia moglie», confessa Luciano tra le lacrime. «C'è poi la muffa che non fa bene a noi, ma soprattutto a mia moglie già gravemente malata». Da tempo, la famiglia è in attesa di una casa popolare che però tarda ad arrivare. A segnalare la drammatica situazione dei D'Arcangelo è il consigliere comunale Anthony Aliano, il quale a sua volta sollecita l'amministrazione a intervenire il prima possibile per porre rimedio ai disagi di questa famiglia montesilvanese. «Sono indignato e rammaricato», commenta il capogruppo di #Montesilvano2019, «per l'atteggiamento della pubblica amministrazione che ritiene di poter assecondare, con case parcheggio e alloggi popolari assegnati con procedura straordinaria, le richieste di alcuni che non sono affatto in stato d'emergenza. In questo modo lascia indietro i casi disperati come quello della famiglia D'Arcangelo alla quale va immediatamente assegnato un alloggio in via straordinaria, così come è già stato fatto con diversi cittadini, tra i quali rom, noti agli eletti. Diversamente», annuncia Aliano, «procederò con ogni azione legale utile e, nel contempo, cercherò una soluzione a mie spese affinché finisca subito questo incubo». (a.l.)
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