Siccità, allarme in Abruzzo: ogni anno 180 milioni di danni

PESCARA. Tiene banco in Abruzzo il tema siccità. Si stima un danno annuo in Abruzzo di 180 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i maggiori costi di gestione a carico delle aziende agricole.«Esprim...
PESCARA. Tiene banco in Abruzzo il tema siccità. Si stima un danno annuo in Abruzzo di 180 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i maggiori costi di gestione a carico delle aziende agricole.
«Esprimiamo soddisfazione sull’intervento del Governo per fronteggiare il grave problema della siccità che colpisce l’Italia dove si perde ogni anno l’89% dell’acqua che arriva al suolo grazie alla pioggia». È quanto afferma la Coldiretti Abruzzo nel commentare positivamente il decreto legge approvato dall’ultimo Consiglio dei ministri che contiene misure utili per contrastare la crisi idrica dall’istituzione della cabina di regia per l’emergenza alla nomina di un Commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti.
In particolare, per superare la difficoltà di svolgimento delle procedure amministrative, il Commissario – evidenzia Coldiretti - potrà adottare in via d’urgenza i provvedimenti per fronteggiare la crisi idrica anche derogando alle disposizioni vigenti in materia.
«All’interno del decreto», si aggiunge, «sono importanti le norme per la realizzazione, il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture ed anche quelle per l’aumento dei volumi utili degli invasi in regime di emergenza idrica, anche con finalità irrigue. Di rilievo è inoltre la previsione che consente la realizzazione di piccoli invasi privati per la raccolta di acque meteoriche per uso agricolo».
«Insieme a tale novità è importante», afferma la Coldiretti, «la disposizione che ammette il riutilizzo delle acque reflue depurate ad uso irriguo».
Sul tema “acqua” Coldiretti si era già espressa negli ultimi giorni in occasione degli stati generali sulla risorsa idrica promossi a Castello Orsini di Avezzano, raccogliendo intorno al tavolo dei relatori le forze istituzionali e i maggiori tecnici ed esperti. E anche i giovani agricoltori under 30 avevano lanciato ultimamente lo slogan simbolico “il tempo scorre l’acqua no” durante l’Academy di formazione che si è svolta il 22 marzo a Lanciano.
La stima dei danni in Abruzzo dovuti alla siccità è di circa 180 milioni annui, a cui si aggiungono i maggiori costi di gestioni sostenuti dalle aziende.
«Il problema idrico è un problema nazionale, con conseguenze importanti sui diversi territori», dice Roberto Rampazzo, direttore Coldiretti Abruzzo, «dalla disponibilità idrica dipende la produzione degli alimenti base della dieta mediterranea, dal grano duro per la pasta alla salsa di pomodoro, dalla frutta alla verdura fino al granoturco per alimentare gli animali per la produzione dei grandi formaggi come Parmigiano reggiano e il Grana padano ed i salumi più prestigiosi come il prosciutto di Parma o il Culatello di Zibello. Lo stesso vale per le produzioni abruzzesi. A rischio la produzione orticola del Fucino con la carota Igp e la patata Igp, ma anche finocchi, radicchi oltre alle produzioni tipiche di olio extravergine di olia (per il quale la regione vanta 3 Dop), del blasonato Montepulciano e degli altri vini abruzzesi fino ad arrivare alle produzioni di nicchia di formaggi e salumi.
«La mancanza di precipitazioni sta condizionando le scelte delle aziende agricole, anche più strutturate, che sono spesso costrette ad importanti cambiamenti colturali», continua Rampazzo, «bene quindi il provvedimento approvato a livello nazionale, ora è necessario puntare ad una progettualità che sani le inefficienze e risolva il problema del commissariamento dei consorzi di bonifica, enti strategici che potrebbero essere uno strumento di progettazione al passo con i tempi e le esigenze presenti e future».
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