Siccità, l’Abruzzo è in ginocchio «Cereali e foraggio: meno 40%»

5 Luglio 2022

L’allarme delle associazioni: «Crolla la produzione». La Regione: «Siamo in pre-allerta»

Il settore cerealicolo e foraggero abruzzese sta facendo registrare un meno 40 per cento. La siccità che imperversa nella regione verde d'Europa non sembra risparmiare nemmeno il settore ortofrutticolo, vitivinicolo e olivicolo e quello dell'allevamento dove cominciano a scarseggiare le materie prime per alimentare il bestiame. A delineare il quadro sono le associazioni di categoria. L’assessore regionale Emanuele Imprudente, pensa alle contromisure.
COLDIRETTI
«Il grano che si sta raccogliendo adesso sta facendo registrare un calo della produzione e si prevedono perdite anche per gli altri cereali», avverte il presidente di Coldiretti Abruzzo, Silvano Di Primio, «ci aspettiamo una flessione anche per l'ortofrutta, in particolare sugli ortaggi del Fucino. A questo calo della quantità, però, non mi sento di abbinare un calo della qualità soprattutto per quel che riguarda la produzione di vino e di olio. Avremo sicuramente una diminuzione della produzione, poiché le piante per crescere hanno bisogno di acqua», sottolinea Di Primio, «ma non di qualità del prodotto in quanto legata anche ad altri fattori. Le previsioni, soprattutto sul vino e sull'olio, dipenderanno da quello che il clima ci riserverà nel corso dei prossimi due mesi anche se parecchie olive stanno cadendo spontaneamente per via dell'eccessivo caldo. Se la siccità dovesse continuare, come si prevede», conclude il presidente di Coldiretti, «le riserve d'acqua, già parzialmente utilizzate, termineranno e avremo seri problemi. Purtroppo in Italia solo l'11 per cento delle piogge finisce nei bacini per cui quando piove occorre raccogliere l'acqua e stoccarla per quando ne abbiamo bisogno. Questo è un progetto che Coldiretti porta aventi da diverso tempo».
CONFAGRICOLTURA
Dello stesso avviso il direttore di Confagricoltura L'Aquila Stefano Fabrizi: «Se continua questo caldo, per gli uliveti e i vigneti lo scenario è quello dello scorso anno, ovvero un decremento delle produzioni. I danni sui cereali sono a macchia di leopardo: sono rilevanti in Valle Peligna, mentre c'è un minore impatto nell'Aquilano e nella Valle Subequana che hanno potuto beneficiare di un paio di acquazzoni a maggio. Questo si ripercuote sulla disponibilità dei foraggi per il bestiame», osserva Fabrizi, «meno foraggio significa meno alimenti per gli animali. La diminuzione della disponibilità sta facendo aumentare i costi con danni quasi incalcolabili alla zootecnia. Per quanto riguarda l'ortofrutta estiva è andata bene», prosegue il direttore di Confagricoltura L'Aquila, «i problemi ora si pongono nelle zone in cui si irriga di meno come il Fucino. Se i Consorzi di bonifica cominceranno a ridurre e a contingentare l'acqua sarà una catastrofe visto che andiamo verso l'estate piena. Un aspetto collaterale», conclude il direttore di Confagricoltura, «riguarda la risalita dei contagi che sta causando disdette negli agriturismi con rilevanti riflessi dal punto di vista economico».
CIA
«Purtroppo si inizia a parlare di razionamento dell'acqua», afferma il direttore di Cia L'Aquila-Teramo, Donato Di Marco, «ad eccezione del Fucino dove l'ordinanza agisce già da un mese. Nell'area fucense con l'attuale sistema di irrigazione che non ha portato a un risparmio della risorsa ci saranno pesanti ripercussioni. Tra un po' l'acqua non basterà più, così si rischia di perdere l'investimento sulle colture cosiddette non a valore visto che i costi delle materie prime e del gasolio sono più che triplicati. Una situazione che rischia di mettere a repentaglio diverse aziende agricole anche solide».
«Le perdite nel settore cerealicolo e foraggero abruzzese sono di oltre il 40 per cento», osserva ancora Di Marco, «nel settore olivicolo l'eccesso di caldo nel periodo della fioritura sta facendo si che le piante resistano solo in poche zone dell'Abruzzo interno. Il rischio è quello della cascola, ovvero della caduta prematura e spontanea del frutto. Per il settore vitivinicolo la situazione può peggiorare senza la possibilità di fare irrigazioni di soccorso. A questo scenario si aggiungono poi i pascoli che scarseggiano, il colore è quello che normalmente si osserva nel mese di agosto con un conseguente aumento dei costi nelle materie prime che servono per alimentare il bestiame. Insomma gli agricoltori e gli allevatori sono in ginocchio, la situazione è abbastanza critica serve subito un provvedimento di sostegno da parte della politica regionale».
LA REGIONE ABRUZZO
«Per quanto riguarda la parte idrica, ovvero l'acqua potabile stiamo lavorando a una delibera che sarà presto portata in giunta per un richiamo sull'uso e sulla razionalizzazione della risorsa», spiega l'assessore regionale all'Agricoltura, Emanuele Imprudente, «per quanto riguarda invece la parte irrigua il livello della riserve idriche è sotto attento monitoraggio, per ora ci troviamo in una situazione difficile, ma non di emergenza. Comunque in questo stato di pre-allerta siamo pronti a contromisure se la situazione dovesse peggiorare, come l'attivazione dei pozzi. Lo scenario più difficile riguarda il Fucino che sarà al centro di un incontro in prefettura previsto per domani».
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