Sicurezza, 340 telecamere per 4 Comuni

10 Giugno 2018

Patto tra Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant’Angelo per installare sistemi di vigilanza in zone a rischio

PESCARA. Servono 344 telecamere per rendere più sicure le zone a rischio di quattro Comuni della costa e dell’entroterra. È questa la richiesta avanzata da Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant’Angelo per potenziare la lotta alla criminalità. Nelle prossime settimane, i quattro Comuni firmeranno un documento, chiamato Patto per l’attuazione della sicurezza urbana, con cui sarà possibile richiedere al ministero dell’Interno i finanziamenti necessari per installare nuovi sistemi di videosorveglianza nelle zone considerate a rischio. Si tratta di un’opportunità offerta dal decreto Minniti, dal titolo «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza nelle città». Una norma del provvedimento indica i patti sottoscritti dal prefetto e i sindaci come principali strumenti per la promozione della sicurezza urbana. Tra gli obiettivi perseguiti, la norma individua la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità attraverso l’installazione di sistemi di videosorveglianza, per i quali è stata autorizzata dal ministero una spesa di 37 milioni di euro nel triennio 2017-2019. L’articolo 2 del decreto fissa i requisiti necessari per accedere all’erogazione del contributo.
Possono fare domanda solo i Comuni che hanno sottoscritto i patti. Da qui, la decisione del prefetto di Pescara di mettere insieme i quattro Comuni per l’accesso ai finanziamenti.
E i quattro enti si sono già dati da fare presentando un lungo elenco di zone, dove risulta necessaria la videosorveglianza, con il numero di telecamere richieste. Elenco stilato anche con le indicazioni di polizia, carabinieri e guardia di finanza.
Insomma, una grossa occasione per i Comuni di avere telecamere funzionanti. Quelle presenti a Pescara si sono rivelate finora inutili, quando si è trattato di recuperare delle registrazioni importanti. L’ultimo episodio è la morte del 28enne Alessandro Neri, ucciso lo scorso 5 marzo. Tutti gli impianti sono risultati spenti quando si è trattato di ricostruire il delitto con le immagini. Così, il capoluogo adriatico ha presentato una richiesta di 188 telecamere; Montesilvano, 52; Spoltore, 42; Città Sant’Angelo, 62. Nell’elenco, c’è anche la richiesta di 4 telecamere per il Comune di Cepagatti che però non firmerà il patto.
Nel capoluogo adriatico, sono 55 le zone dove è stata richiesta la videosorveglianza. Si va da viale della Riviera, dove servirebbero 2 telecamere, all’area di risulta e a Pescara vecchia, dove sarebbero necessari 10 impianti per ciascuna zona. Nell’elenco manca però il quartiere delle case popolari di via Rigopiano, considerato ad alto rischio. Il Comune di Pescara, inoltre, ha già individuato dove posizionare la centrale di videosorveglianza a servizio di tutte le municipalità firmatarie del patto. Si tratta del fabbricato ex Omni di proprietà dell’ente, in via del Circuito, una volta sede dei vigili urbani.
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