Sicurezza, negozianti e cittadini: la gente ha paura, serve l’esercito

Appello del vice presidente del Consiglio regionale Pettinari alla Lega per far accogliere la sua proposta «La zona della vecchia stazione è come il far west. Non bastano gli interventi della polizia municipale»
PESCARA. Nella zona della vecchia stazione ferroviaria commercianti e residenti non si sentono più tranquilli. Nell’ultimo anno, raccontano esasperati e preoccupati, la situazione è andata via via peggiorando: l’immagine del centro è contrassegnata dal degrado e il senso di insicurezza si è impossessato di chi vive e lavora tra piazza della Repubblica e viale Muzii, passando per corso Vittorio Emanuele e i giardinetti del terminal bus.
Per questo chiedono che ci sia «un presidio fisso delle forze dell’ordine», che potrebbe essere utile ad allontanare chi spaccia droga, chi si ubriaca e bivacca in queste strade centralissime, che dovrebbero essere il biglietto da visita della città. Con loro c’è il vice presidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari, del Movimento cinque stelle, che va anche oltre e chiede l’arrivo dell’esercito, nell’ambito del progetto “Strade sicure” che dovrebbe interessare, a suo dire, anche Rancitelli, Fontanelle e via Rigopiano. Una richiesta, questa, che deve arrivare al ministero passando per il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, chiamato a dichiarare lo stato di emergenza. Ma fino ad oggi il Comitato non ha accolto l’appello di Pettinari e due giorni fa, dopo il blitz della polizia municipale e del sindaco Carlo Masci nei giardinetti del terminal bus, il questore Francesco Misiti ha specificato che non c’è bisogno dell’esercito, a Pescara, facendo presente che i reati sono in calo, anche notevolmente.
«Qui le persone non si sentono sicure perché diventa difficile anche camminare per strada, vista la concentrazione di stranieri in alcuni punti», dice Stefano Teodori, dalla sua farmacia, diventata un osservatorio tristemente privilegiato di tutto ciò che avviene nella piazza della vecchia stazione. «Quest’area è contesa per lo spaccio» e poi si può assistere ad episodi di «accattonaggio molesto» e ci sono anche «schiamazzi che infastidiscono i pedoni». I clienti si lamentano «e quando mi dicono che non fanno passare i ragazzini da queste parti, per me si crea un problema che non è solo economico ma anche sociale. Noi non possiamo far altro che denunciare, perché se Pescara perdesse il centro non sappiamo cos’altro rimarrebbe. Un processo del genere va arrestato», dice affiancato da commercianti e residenti. «E la soluzione è un presidio fisso delle forze dell’ordine, perché quando ci sono la situazione cambia, i malintenzionati si allontanano». «Arrivando in centro sembra di aver messo piede nel terzo mondo e appare difficile andare in giro da soli», commenta Mara Pecchia che è preoccupata dalla presenza di «tanti gruppi di uomini, perché potrebbero rappresentare un pericolo per una donna. Mi faccio accompagnare al parcheggio dell’area di risulta, dove ci sono molti abusivi che chiedono denaro». Dovendo affrontare questa situazione, «bisogna decidere se lasciare l’auto in una zona dove si rischia la multa o se ritrovarsi tra i parcheggiatori irregolari», gli fa eco Camillo D’Alfonso. Guardando da lontano ciò che avviene nella piazza, un commerciante racconta dello «spaccio continuo sul corso», non distante da via Mazzini, e delle «cessioni di droga dentro la macchina per le fototessere» ma anche delle «liti frequenti tra stranieri, quando sono ubriachi» e poi delle «telecamere pubbliche che non funzionano» e della droga che viene scovata ovunque «dai finanzieri, sempre presenti, perfino dentro una bici o su un albero. Ma i pusher, per lo più nigeriani, sanno che devono circolare con poca droga, per non finire nei guai». La soluzione è «un presidio fisso e l’esercito», dice chiedendo l’anonimato. E si associa a Pettinari che rivolge la sua richiesta alla Lega, a livello regionale e locale.
«Qui c’è il far west», dice il vice presidente del consiglio regionale. «Le donne hanno paura a parcheggiare e a raggiungere i negozi, che subiscono i danni di questa situazione. E non bastano gli interventi a orologeria della municipale che non è attrezzata per fronteggiare gruppi di senegalesi e nigeriani armati che si contendono il territorio e spacciano ogni tipo di droga, non più solo quelle leggere. Servono delle pattuglie miste di esercito e forze dell’ordine e credo che la Lega debba impegnare il sindaco a seguire questa strada, all’interno del Comitato per l’ordine pubblico. Io scriverò al ministro dell’Interno Matteo Salvini, ma quella», ha concluso, «sarà l’ultima cosa che potrò fare, dopo tanti appelli».

