Siddik, fuggito da due prigioni libiche

In fuga dal Bangladesh, Abu Bakkar Siddik (nella foto) ce l’ha fatta a iniziare una nuova vita. Oggi non è più un rifugiato in fuga, ma un giovane dipendente e una risorsa preziosissima del centro d'a...
In fuga dal Bangladesh, Abu Bakkar Siddik (nella foto) ce l’ha fatta a iniziare una nuova vita. Oggi non è più un rifugiato in fuga, ma un giovane dipendente e una risorsa preziosissima del centro d'accoglienza di Penne.
Un orgoglio per tutto lo staff del centro che in pochi mesi lo ha visto rinascere e crescere.
Oggi ha 23 anni e per ben due volte è scappato dalle prigioni libiche. Nella seconda fuga fortunatamente è riuscito a scappare definitivamente da quello che sembrava un destino segnato da atrocità e miseria.
Abu BakkarSiddik è arrivato nel capoluogo vestino a metà luglio del 2020 e da allora la sua vita è cambiata.
«Ormai lavora con noi già da tempo, sono 18 mesi per la precisione», racconta il direttore del Centro d'accoglienza di Penne, Damiano Ricci. «Siddik oggi è titolare di protezione internazionale e 10 giorni fa ha superato la prova scritta per gli esami di patente di guida. Parla ben sei lingue in modo fluente ed è diventato una risorsa molto preziosa anche per le istituzioni. Viene spesso chiamato come mediatore culturale anche in casi di emergenza», sottolinea con orgoglio Damiano Ricci. (f.bel.)
Un orgoglio per tutto lo staff del centro che in pochi mesi lo ha visto rinascere e crescere.
Oggi ha 23 anni e per ben due volte è scappato dalle prigioni libiche. Nella seconda fuga fortunatamente è riuscito a scappare definitivamente da quello che sembrava un destino segnato da atrocità e miseria.
Abu BakkarSiddik è arrivato nel capoluogo vestino a metà luglio del 2020 e da allora la sua vita è cambiata.
«Ormai lavora con noi già da tempo, sono 18 mesi per la precisione», racconta il direttore del Centro d'accoglienza di Penne, Damiano Ricci. «Siddik oggi è titolare di protezione internazionale e 10 giorni fa ha superato la prova scritta per gli esami di patente di guida. Parla ben sei lingue in modo fluente ed è diventato una risorsa molto preziosa anche per le istituzioni. Viene spesso chiamato come mediatore culturale anche in casi di emergenza», sottolinea con orgoglio Damiano Ricci. (f.bel.)

