Silenzio e dolore: la città accoglie in lacrime Andrea e i suoi angeli

9 Febbraio 2023

Nella camera ardente allestita ieri, grande commozione davanti alle bare di Silvestrone e i due figli E questa mattina l’ultimo saluto a Pescara, nella chiesa di via Caravaggio. E si prega per Diego

MONTESILVANO. Un silenzio quasi surreale, spezzato solo dai singhiozzi di mamma Barbara e di quanti non sono riusciti a trattenere il pianto davanti a quelle tre bare disposte una a fianco all’altra. È arrivato il momento dell’ultimo saluto per Andrea Silvestrone e per i suoi bambini Nicole di 14 anni e Brando di 8, morti sabato nell’incidente sulla A14, in cui è sopravvissuto solo il terzo figlio Diego di 12 anni, ancora ricoverato in Rianimazione.
Ieri alle 15, a Montesilvano, è stata aperta la camera ardente allestita nella Dimora del Silenzio dove, per tutto il pomeriggio, un lungo via vai di amici, parenti, amministratori e conoscenti, si sono alternatati per rendere l’ultimo saluto ai tre montesilvanesi. Per gestire il grande afflusso di visitatori, è stato predisposto anche un servizio d’ordine con i volontari della protezione civile che hanno regolato gli ingressi nella sala, consentendo solo ai parenti più stretti di sostare senza fretta. Una volta all’interno, difficile trattenere la commozione davanti alla durezza dell’immagine di una famiglia spezzata. Una bara color legno naturale per papà Andrea e due più piccole bianche, una al centro per la sua “principessa” che a gennaio aveva compiuto 14 anni, e l’altra per Brando, il piccolo della famiglia, sulla quale è adagiato un grande orsetto di peluche. Al loro fianco, distrutta dal dolore, l’ex moglie di Andrea e madre dei bambini, Barbara Carota, supportata dall’affetto dei parenti più stretti, tra cui suo fratello Paolo e il fratello dell’atleta, Luca Silvestrone, arrivato da Ravenna, città di origine di Andrea. «Non ci sono parole per quello che è accaduto», ha commentato ieri il fratello del campione. «Stava venendo da me, per fare una sorpresa ai miei bambini e invece... Ha spezzato la sua vita, quella dei bambini e di tutta la nostra famiglia. Mai avrei potuto immaginare una simile tragedia, soprattutto per i bambini che ho rivisto ieri (martedì, ndc)».
A zio Luca e a zio Paolo, infatti, è spettata la drammatica prassi del riconoscimento delle vittime. «Da quel momento mi è cambiata la vita», ha proseguito, «perché fino a che vivrò, avrò sempre la loro immagine in quel posto». Difficile per lui anche solo nominare la parola obitorio associata ai suoi nipoti. Luca Silvestrone ha ricordato poi la determinazione e l’entusiasmo del fratello. «Faceva della disabilità la sua forza personale per dare coraggio agli altri. Lui non si sentiva disabile, al contrario. Diceva che la disabilità gli dava occasioni diverse rispetto agli altri. Continuava a dire: “ho delle patologie che mi permettono di giocare a tennis e poi ho tre figli per cui non mi sento né malato né disabile”».
Luca Silvestrone ha poi evidenziato che ora tutto l’affetto e le attenzioni sono per Diego, l’unico o sopravvissuto all’incidente di sabato, ancora ricoverato nella Rianimazione pediatrica dell’ospedale Salesi di Ancona. «Diego sta meglio», ha rivelato lo zio. «Non è ancora fuori pericolo ma è sulla strada giusta. Adesso dobbiamo lottare per lui che è il motivo che ci spinge ad andare avanti».
Tra i primi a visitare la camera ardente, ieri pomeriggio, anche il sindaco di Pescara Carlo Masci che ha dichiarato: «Il dolore è grande per la scomparsa di una persona che dava forza agli altri, sempre presente alle manifestazioni, solare, passionale e inserita perfettamente nel nostro contesto sociale nonostante venisse da fuori».
I funerali di Silvestrone e dei suoi bambini verranno celebrati oggi alle 11 nella chiesa della Visitazione di Maria, in via Caravaggio a Pescara, da don Cristiano Marcucci e don Andrea Cericola, sacerdote della parrocchia di riferimento della famiglia in via Sele.