Silos ed eliporto contesi lite d’oro tra Comune e Asl

18 Agosto 2015

Va in Cassazione il contenzioso per la proprietà del multipiano dell’ospedale Il Comune, già bocciato dal Tar, vuole 400 mila euro di affitti arretrati

PESCARA. Va avanti dal 2013 una lite da quasi 400 mila euro che oppone il Comune di Pescara e la Asl. È cominciata con Luigi Albore Mascia sindaco di Forza Italia e continua con il Pd di Marco Alessandrini. Si litiga per la proprietà del parcheggio multipiano dell’ospedale e per l’eliporto: il Comune dice che i fabbricati sono suoi, la Asl risponde che non è così. Nel 2013 il Comune aveva ordinato lo «sgombero» e il «rilascio» dei fabbricati mandando alla Asl un conto di 369 mila euro di presunti affitti non pagati. Con una sentenza lunga una sola pagina, i magistrati del Tar di Pescara hanno demolito la versione del Comune e dato ragione alla Asl: «Gli immobili in discussione, essendo vincolati e destinati per legge alla Asl, non possono essere oggeto di richieste pecuniarie né di provvedimenti interdittivi da parte del Comune». Ma il Comune vuole andare avanti lo stesso: ora, l’ultima parola sarà del Consiglio di Stato. Il prezzo del mancato accordo tra due enti pubblici sarà di almeno 30 mila euro che saranno spesi per le spese legali.

Dopo la sentenza del Tar, la prima mossa è stata del Comune sulla base di una lettera dell’avvocato esterno, Lorena Petaccia, che aveva seguito la causa anche in primo grado: «La sentenza, per l’esito e le motivazioni, risulta del tutto inaspettata e irragionevole e senza alcuna considerazione delle difese svolte dal Comune», recita la nota dell’avvocato, «il Tar ha deliberatamente superato una sentenza del giudice di pace, passata in giudicato, dichiarativa della proprietà con una motivazione del tutto censurabile in diritto». Sulla base di questa comunicazione, il dirigente del settore Patrimonio, Tommaso Vespasiano, ha preparato una relazione per il sindaco e per la giunta proponendo di appellare la sentenza del Tar al Consiglio di Stato: «Sussistono ragionevoli motivazioni, suffragate da idonea documentazione, per proporre ricorso in appello».

La Asl si difenderà: il direttore generale Claudio D’Amario ha affidato l’incarico a Fabio Nieddu, lo stesso legale del primo grado. Ma, prima della Cassazione, il caso approderà anche al tribunale civile di Pescara che dovrà accertare «il diritto di proprietà» del silos e dell’eliporto. Su questo però la sentenza del Tar sembra già chiara: «I dati catastali sono per la proprietà del terreno in favore della Provincia e quella dell’immobile per il Comune. L’eliporto è stato realizzato nella zona destinata al “nuovo complesso ospedaliero” per una struttura direttamente connessa alla funzionalità dell’ospedale». Un altro passo del documento dice che «i beni sono vincolati alla Asl per struttura e funzione da ritenersi di proprietà della stessa a tutti gli effetti. Non vi è più alcuna disponibilità unilaterale da parte del Comune». È una legge nazionale del 1996 che ha trasferito alle Asl gli immobili usati per fini sanitari di proprietà di Comuni e Province cancellando i canoni. Il Tar, poi, cita anche un pronunciamento della Regione Abruzzo risalente al 2002: «La Regione ha puntualizzato che la legge 146/96 ha effettivamente operato il trasferimento dei beni del complesso ospedaliero alla Asl senza necessitare alcuna individuazione degli stessi».

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