Silvestris va in pensione: 40 anni da vigile urbano

15 Maggio 2021

PESCARA. Un concorso quasi fatto per caso, con l’intento di cambiare lavoro dopo pochi anni, ma l’amore per quel mestiere è cresciuto giorno dopo giorno e da allora sono passati 40 anni. Matteo...

PESCARA. Un concorso quasi fatto per caso, con l’intento di cambiare lavoro dopo pochi anni, ma l’amore per quel mestiere è cresciuto giorno dopo giorno e da allora sono passati 40 anni. Matteo Silvestris, maggiore nel comando della polizia municipale di Pescara da oggi va in pensione. Dopo tre anni da segretario in una scuola privata, Silvestris, nel 1981 decide di fare il concorso da vigile. Il contatto con il pubblico, il sentirsi a servizio della collettività lo hanno portato a dedicare anima e corpo a quel lavoro. «Quando sono entrato, piazza Salotto non era né una piazza né un salotto, ma semplicemente lo slargo di una via di transito: corso Umberto, la passerella del pescarese, da percorrere decine di volte con l’auto per cercare il parcheggio e per essere notati dalle centinaia di persone che imperterrite completavano l’ennesima vasca il sabato o la domenica pomeriggio. Era il sano passatempo di allora», ricorda nostalgicamente il vigile, classe 1957. In questi 40 anni, tra 11 sindaci e 19 prefetti, il maggiore ha visto la città veloce cambiare. «Pescara in quei tempi subiva il traffico pesante, che solcava il cuore della città per tutta la sua lunghezza, provocando caos e inquinamento insostenibili e noi vigili urbani, armati di fischietto, paletta e tanto spirito di abnegazione, cercavamo di disciplinarlo al meglio. Poi, nel 1983, la nostra liberazione: la circonvallazione e il divieto di transito in città dei mezzi pesanti». Tanti grandi eventi sono rimasti impressi nella mente di Silvestris. «Il più grande avvenimento di sempre fu l’invasione pacifica di oltre 300 mila alpini per il 62° raduno nazionale nel maggio del 1989», continua. «Tre giorni e tre notti di festa e allegria. Ricordo gli oltre 100 mila accorsi per assistere al concerto di Sting, nell’area di risulta, nel maggio del 1996». E poi lo sport, tanto amato da Silvestris, tifoso del Pescara e dell’Inter, ma anche appassionato di pallavolo, tanto che oggi è accompagnatore dell’Antoniana Volley.
«Non posso dimenticare le ripetute partecipazioni in serie A del Pescara con lo stadio Adriatico stracolmo oltre ogni limite per assistere alle prodezze di un mito del calcio, Maradona, mentre nel Pescara vi era il grande Leo Junior». Nell’album dei ricordi del vigile anche i giochi del Mediterraneo e gli Ironman. «Ricordo che una volta fermai un ragazzo in scooter e dovetti sequestrargli il mezzo. Chiamò il padre, figura importante di Pescara, pensando di trovare in lui un appoggio. Invece arrivò e gli diede una sonora lezione», dice. «Lascio questa famiglia con la consapevolezza di aver sempre agito con correttezza e lealtà nei confronti di colleghi e amministratori, di aver cercato di svolgere con onestà, dedizione e abnegazione ogni mio servizio per il bene di questa comunità che tanto mi ha dato e a cui molto ho dedicato».