Sindaci, monta la rabbia «Così ci rovinano l’estate»

Parlano Scordella (Silvi), Verrocchio (Pineto) e Perazzetti (Città Sant’Angelo) Tutti molto preoccupati per l’ondata di camion che sarà deviata sulla Statale 16
Un calvario con 15 notti di chiusura dell'A14 mette in ginocchio le città del litorale nelle quali si riverserà un fiume di Tir e auto, e i sindaci lanciano un appello unanime ad Autostrade per l'Italia: fate presto.
QUI SILVI. «Siamo molto preoccupati perché la chiusura invernale è avvenuta quando le nostre strade erano vuote, ora invece il traffico autostradale si unirà a quello locale con turisti e residenti intenti a vivere la stagione estiva», esordisce Andrea Scordella, sindaco di Silvi, città maggiormente coinvolta nelle chiusure dell'A14. «Quest'inverno abbiamo avuto punte di 5mila Tir che attraversavano la città con tutti i disagi del caso. È vero che ora la chiusura sarà notturna, ma bisogna anche considerare che c'è un grande movimento da Nord a Sud e viceversa e che le nostre strade non sono semivuote come all'epoca. Istituiremo la ztl sul lungomare per fare in modo che turisti e residenti escano senza prendere l'auto per limitare il traffico».
Scordella ha contattato l'Aspi chiedendo di accelerare con i lavori. «Purtroppo come sindaci abbiamo le mani legate», continua il primo cittadino di Silvi, «ho parlato con Autostrade per l'Italia e ho chiesto di fare presto e di coinvolgere le forze dell'Ordine perché la polizia locale non è in grado di gestire il flusso di traffico che si riverserà nelle nostre strade».
QUI PINETO. Anche Robert Verrocchio, sindaco di Pineto, altra località di mare scelta da tanti turisti, è preoccupato per l'inferno che potrà accadere a partire da domani sulla Statale 16 e, per questo, ha espresso le sue perplessità direttamente al sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Salvatore Margiotta, intervenuto a Pescara in un incontro organizzato dal senatore Luciano D'Alfonso.
«Un danno enorme per il turismo e nuovi disagi per i residenti che già nei mesi a cavallo tra il 2019 e il 2020 hanno dovuto sopportare una situazione drammatica», ha evidenziato Verrocchio, «non possiamo permetterci di nuovo tutto questo. Auspichiamo soluzioni celeri affinché si possa dare immediatamente corso ai lavori e consentire la riapertura dell’autostrada a due corsie. Tutti i giorni abbiamo le code su questo tratto e i trasporti eccezionali sono ancora deviati sulla Statale. Quanto agli orari di questi lavori la richiesta è che possano essere svolti in una fascia più ristretta perché dalle 22 alle 24 il disagio diventa forte».
I sindaci, avendo le mani legate, chiedono ad Autostrada per l'Italia, a Regione e ministero, di non andare oltre con gli interventi ma di accorciare quanto più possibile la durata dei lavori per evitare che il grande esodo previsto per fine mese possa verificarsi con i cantieri ancora aperti.
QUI CITTÀ SANT’ANGELO. «La preoccupazione è altissima e come già accaduto nei mesi passati a rimetterci saranno i territori», ha sottolineato Matteo Perazzetti, «abbiamo una sola arteria che collega Città Sant'Angelo a Pineto, la Statale 16, e quindi tutti si riverseranno lì. È chiaro che il traffico notturno è minore di quello diurno e quindi ci saranno meno problemi, ma questo non vuol dire che le abitazioni e la popolazione di quel tratto urbano di Città Sant'Angelo non ne risentiranno. Abbiamo chiesto che si possa fare tutto in tempi brevi. Aspettiamo una risposta».
L'ondata di Tir e auto che si riverserà sulla Statale 16 per almeno quindici giorni, si incrocerà con chi, dopo una giornata in spiaggia o al lavoro, alle 22 uscirà in auto per raggiungere il lungomare. Il via vai interrotto di mezzi sulla Statale andrà poi avanti fino alle 6 del mattino. Questo è davvero troppo.
QUI FOSSACESIA. Per Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, «non è da ora che si registrano riduzione delle carreggiate e traffico congestionato a seguito delle chiusure continuative per la presenza di cantieri in molti tratti dell’A14. Oggi è sotto gli occhi di tutti come la circolazione si riversi con maggior frequenza su strade statali, provinciali e comunali. Percorsi che però non possono prestarsi a essere un'alternativa all’A14», dice il primo cittadino che quindi tocca i due punti cruciali. Eccoli: «Sulla nostra autostrada mancano le corsie d’emergenza, il che rappresenta da solo un caso nel panorama autostradale italiano. E non solo», aggiunge, «rischiamo di far continuare a marciare a velocità diverse il nostro Paese se non facciamo diventare la A14 un’infrastruttura strategica. Mi riferisco alla terza corsia», conclude Di Giuseppantonio, «costruita nel tratto marchigiano ma non in Abruzzo».
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