Sindrome di Rett, Irene testimonial per la ricerca

15 Giugno 2017

MONTESILVANO. Viene chiamata anche “Sindrome delle bambine dagli occhi belli” perché, in fase avanzata, chi ne è affetto tende a comunicare soltanto con gli occhi. Una patologia molto rara la...

MONTESILVANO. Viene chiamata anche “Sindrome delle bambine dagli occhi belli” perché, in fase avanzata, chi ne è affetto tende a comunicare soltanto con gli occhi. Una patologia molto rara la Sindrome di Rett, che colpisce quasi esclusivamente le bambine durante i primi anni di vita e dopo un periodo di apparente normalità. In Abruzzo si stimano 9 casi di bambine colpite da questa sindrome, di cui due soltanto a Montesilvano. Il Comune ha aderito alla campagna di sensibilizzazione a sostegno della ricerca su questa rara malattia genetica.
Per far conoscere questa patologia e le possibilità di cura, a Palazzo di Città è arrivata Irene, una delle due bambine montesilvanesi affette dalla Sindrome di Rett, accompagnata dalla mamma Silvana. Irene ha 8 anni ed è affetta dalla malattia da quando aveva 16 mesi. Ad accoglierle, il sindaco Francesco Maragno, il vicesindaco Ottavio De Martinis, l’assessore Valter Cozzi e il responsabile dell’ufficio Disabili del Comune Claudio Ferrante. La campagna di sensibilizzazione, iniziata il 1° giugno, andrà avanti fino al 19 del mese. «Il Comune farà quello che è nelle sue possibilità per sostenere la ricerca», dichiara il sindaco Maragno. «Siamo solidali e vicini alla famiglia di Irene e a tutte le famiglie costrette a convivere con la Sindrome di Rett», aggiunge il vicesindaco De Martinis. «Abbiamo un duplice obiettivo: sensibilizzare su questa malattia e sostenere la ricerca». Attraverso l’ufficio Disabili, il Comune di Montesilvano segue la piccola Irene da molti anni. «La ricerca scientifica, per fortuna, ha dato risultati importantissimi sugli animali. Deve ora essere sperimentata sull’uomo» sottolinea Ferrante. «La Sindrome di Rett è curabile, ma occorre investire in molti progetti per rendere questa scoperta applicabile alle bambine». Fino al 19 giugno si potranno donare 2 euro per sostenere la ricerca, attraverso l’invio di un sms solidale al numero 45569. (r.a.b.)