Siria, strage di bambini con i gas tossici

5 Aprile 2017

Colpite le città in mano alle forze ostili ad Assad, bombe su ospedali in cui erano stati ricoverati i feriti. «Cento vittime»

ROMA. Una strage di bambini. Come nei campi di sterminio, come in Vietman e a Sarajevo. Ieri nel nord della Siria cento persone, ma il numero è ancora imprecisato (l’Osservatorio per i diritti umani parla di 58 vittime accertate), tra cui decine di bambini sono state uccise dai gas tossici. Un attacco chimico venuto dal cielo e di vaste proporzioni che sarebbe stato condotto dai cacciabombardieri siriani, i Su-22. L’obiettivo del bombardamento avvenuto alle 6,30 del mattino quando le famiglie erano ancora in casa: la città di Khan Sheikhum, nella provincia di Iblid, controllata dalla forze ribelli e dai qaedisti di Fatah al Sham. Una zona dove dal novembre 2016, sono confluiti migliaia di sfollati scappati da Aleppo distrutta. Civili e ribelli fuggiti dalle zone sotto assedio e mandati dal regime di Bashar al-Assad in aree sulle quali il suo esercito e le forze russe bombardano da mesi. Ed è qui che ieri è stata compiuta una carneficina le cui proporzioni restano imprecisate: 400 le persone ferite o avvelenate dal gas, molti in gravi condizioni. Bombardati anche il centro dei “caschi bianchi” di Khan Sheikhun e l’ospedale di al-Rahme mentre medici e infermieri soccorrevano le persone intossicate e ferite. «È stato usato il gas sarin», hanno dichiarato fin da subito i responsabili dell’Osservatorio siriano dei diritti umani, mentre il mondo cominciava a vedere le immagini dei bimbi avvelenati dai gas nervini. Ed è stato uno choc globale.

Le immagini che hanno scioccato il mondo. Bambini, alcuni piccolissimi, adagiati seminudi sulla strada con la bocca e il naso sanguinante, in preda alle convulsioni. Gli occhi sbarrati nello sforzo di respirare mentre vengono bagnati con getti d’acqua. La corsa di genitori disperati sotto le bombe con i figli in fin di vita, tra le braccia. I piccoli volti coperti dalle maschere di ossigeno intubati, lo sguardo terrorizzato. I cadaveri dei bambini e degli adulti ammassati sull’asfalto. L’orrore dell’attacco chimico a Khan Sheikun è rimbalzato dalla Siria al resto del mondo e ha provocato una condanna unanime. «Oggi l’umanità è morta», sono state le parole drammatiche di Andrea Iacopini, portavoce di Unicef Italia. E oggi alle 10 (le 16 in Italia) è prevista una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, richiesta urgentemente da Francia e Gran Bretagna.

La smentita di Damasco. Il governo di Bashar al-Assad, considerato dalla Casa Bianca il responsabile dell’attacco chimico nega qualsiasi responsabilità. E come ha sempre fatto in passato, Assad ha respinto le accuse di aver usato le armi chimiche. «Non le abbiamo usate finora e non le useremo in futuro» ha detto un portavoce dell’esercito di Damasco. Ma un rapporto dell’intelligence americana accusa Damasco della morte di almeno 1.429 persone uccise dal sarin dal 2013: nel 2015 il governo siriano ha ceduto parte del suo arsenale chimico - iprite e nervini, non il cloro - all’Onu. E dal quel giorno secondo le Nazioni Unite Damasco ha messo a segno almeno tre attacchi proprio col cloro, nel 2014 e nel 2015.

Washington cambia posizione di Assad. Dopo il bombardamento chimico, la Casa Bianca ha cambiato posizione sulla sorte di Assad. L’amministrazione Trump ora ritiene che la cosa migliore «nell’interesse del popolo siriano» è che Assad non governi più il Paese, mentre solo la settimana scorsa il Segretario di Stato aveva affermato che la «rimozione di Assad» non era un priorità. E ieri il presidente Trump in una nota diffusa dalla Casa Bianca ha commentato: «L’attacco chimico contro degli innocenti in Siria, compresi donne e bambini, è riprovevole e non può essere ignorato dal mondo civilizzato». Quanto a Obama «le azioni atroci del regime di Assad sono una conseguenza della debolezza della passata amministrazione».

Erdogan telefona a Putin. Russia e Turchia promotori del cessate il fuoco in vigore in Siria dal 30 dicembre si sono consultati al massimo livello. I presidenti Vladimir Putin e Racip Tayyip Erdogan hanno avuto una conversazione telefonica e secondo fonti del governo di Ankara «Erdogan ha definito l’attacco disumano e inaccettabile». Entrambi hanno comunque insistito sulla necessità di preservare la tregua, ma la tensione tra i due paesi è al massimo livello. Da parte sua, Mosca, alleata di Assad e membro permanente del Consiglio di sicurezza, ha negato di aver condotto raid aerei vicino al luogo della strage.

L’Europa. Francia e Regno Unito hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza. «Siria. Orrore senza fine. Stop ad armi chimiche, sono crimine contro l’umanità», così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, su Twitter, dopo la notizia del raid.