Sisma, incuria e dissesti Ecco il borgo cancellato

17 Febbraio 2018

Penne. Da Palazzo Vignola, con il tetto sfondato, alla passeggiata panoramica  di Salita Fontemanente: pezzi di centro storico restano inaccessibili da mesi

PENNE. Il centro storico di Penne continua a fare i conti con le conseguenze del dissesto idrogeologico e degli ultimi terremoti. Alcuni dei quartieri più belli e suggestivi dell’antica capitale dei vestini sono diventati, da mesi ormai, zone pressoché inaccessibili. La strada Tre Re-Fontemanente, nel cuore del borgo, è stata chiusa al transito delle auto, su indicazione dei vigili del fuoco, dall’ottobre del 2016, causa le preoccupanti condizioni strutturali di Palazzo Vignola.
L’edificio, di proprietà privata, già gravemente lesionato dopo il terremoto del 2009, è stato ulteriormente indebolito dall'ultimo sciame sismico che ha colpito il Centro Italia. Esclusa l’ipotesi dell’abbattimento, lo storico palazzo tiene praticamente sotto scacco una buona fetta di centro storico. Essendo di proprietà privata, il risanamento del fabbricato dovrà passare per forza di cose da una iniziativa dei legittimi proprietari. Eppure, il rischio che la stabilità dell’edificio possa venir meno rende inaccessibile persino il transito in un luogo pubblico. A poca distanza dal palazzo danneggiato e abbandonato, sorgono altri innobili che ospitano almeno cinque famiglie. L'iter per la ristrutturazione del Palazzo Vignola, avviato nel 2009, non ha dato i frutti sperati e, oggi, la situazione non è affatto cambiata. «Ho più volte evidenziato questo grave problema. Per palazzo Vignola-Stefanucci esiste un problema collegato alla proprietà dello stabile. Più volte ho incontrato i residenti. Ho poi incaricato l’ufficio urbanistica di studiare la migliore soluzione possibile», riassume Camillo Savini, consigliere comunale con delega al centro storico.
Il blocco del transito a Fontemanente fa il paio con la situazione di Salita Orti, anche questa strada bloccata su due punti dalla chiusura decisa per piazzetta Santa Croce. Vi sono case che segnalano lesioni strutturali e la stessa Salita Orti addirittura poggia su un’antica taverna, che è stata resa da tempo dichiarata inaccessibile dai vigili del fuoco.
A oggi, dopo una paralisi che dura ormai da anni, nulla è stato fatto per rivitalizzare il borgo. Diverse abitazioni in affitto o in vendita, a prezzo di saldo, non risultano più appetibili. Quartieri bellissimi sono lasciati nell’abbandono dopo le ferite inferte da terremoti, frane e incuria. Fontemanente e Salita Orti, che poggiano sul versante est d’ingresso alla città, fanno i conti anche con l’incedere di un dissesto idrogeologico mai tamponato. La balaustra di quel che doveva essere un belvedere è stata inghiottita nella boscaglia dalla frana. Sepolta tra rifiuti e sporcizia.
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