Siti espropriati ma la strada non c’è

18 Maggio 2017

Protesta a Villa Raspa, in via Marche. L’opera era stata avviata nel 2009

SPOLTORE. Sono passati otto anni da quando alcuni terreni di via Marche, a Villa Raspa di Spoltore, furono occupati e espropriati per costruire una nuova strada. Proprietà sventrate dalle ruspe, siti edificabili solo parzialmente indennizzati come agricoli, poi di quella strada non si è più saputo nulla. Mai realizzata. A rispolverare la memoria, e una “rabbia” mai sopita, è una delle cittadine espropriate, Rita Palumbo. «La strada non si è più fatta», spiega, «perché subito dopo l’avvio del cantiere, la ditta fallì. Seguirono altre gare e affidamenti, ma nonostante tutto, della strada, non si fece più nulla». All’epoca del primo affidamento, il sindaco era Franco Ranghelli. «La mia personalissima battaglia e quella di alcuni vicini di casa, comincia con lui» riprende Palumbo, «e prosegue con i successori. Di Lorito compreso. Inutile dire com’è finita: tante promesse, nessun risultato». Nel frattempo, le proprietà espropriate, con le recinzioni sfondate, sono preda di ladri e malintenzionati. «Siamo stati danneggiati due volte: indennizzati male e senza avere una strada che poteva essere utile».
Perché ne parla solo adesso? «Spero che con la campagna elettorale a Spoltore qualcuno si svegli. E ci aiuti».
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