Siti inquinati, mappa da rivedere

8 Luglio 2014

Bussi, Comune e Regione pronti a restringere i confini dei terreni Solvay per accogliere nuove aziende

BUSSI SUL TIRINO. Torna di stretta attualità la proposta della passata amministrazione di Marcello Chella sulla riduzione dell'area del Sito di interesse nazionale (Sin), consistente in un arretramento del confine verso monte.

Il sito, di proprietà della Solvay, arriva fino alla periferia dell'abitato ma, secondo i consiglieri del Pd e della coalizione di centrosinistra all'opposizione a Bussi, con il conforto delle analisi di laboratorio sui contenuti contaminanti di quei terreni, potrebbe essere svincolato almeno in parte. Nel corso di un incontro tenuto ieri con l’assessore regionale all'Ambiente Mario Mazzocca, si è discusso ampiamente di questa problematica.

«Il nostro intento» spiega la capogruppo, Cinzia Trabucco «è quello di rendere subito disponibili le aree inserite dal Prg nella zona artigianale industriale, in modo da consentire un’agevole reindustrializzazione con nuovi insediamenti delle ditte interessate. L'incontro con Mazzocca è stato di fondamentale importanza visto che ormai questo tipo di competenze è soprattutto appannaggio della Regione. Finora» prosegue Trabucco «abbiamo più volte sollecitato l'attuale amministrazione a riprendere il problema come procedura prioritaria e urgente. I consiglieri di opposizione e tutta la coalizione di centrosinistra sono convinti, da sempre, che la modifica del perimetro del Sin e la convenzione con la Solvay per il passaggio dei siti al Comune di Bussi, rappresentino priorità assolute per il rilancio occupazionale del paese, soprattutto perché di più semplice e immediata risoluzione rispetto a quelle relative alle aree dove continuano le produzioni della Solvay».

Queste ultime sono le cosiddette zone 2A e 2B situate più internamente al Sin e sulle quali le analisi dei terreni hanno rivelato un grado di inquinamento «leggero», per nulla paragonabile con la discarica Tremonti che si trova più a valle (vedi cartina in alto).

«Su queste ultime aree infatti» riprende Trabucco «le procedure sono molto più complesse perché coinvolgono diversi soggetti che sono portatori di interessi pubblici e privati. Pertanto sono numerose le variabili che devono coincidere, cosicché il rilancio occupazionale potrebbe avere tempi più lunghi. Visto che, dopo l'ultima manifestazione d'interesse, il sindaco riferisce da mesi di aver ricevuto numerose richieste di aziende interessate a insediarsi a Bussi, è evidente che soltanto attraverso la conclusione dell'iter già autorizzato dal ministero di riperimetrare il Sin e la stipula di una convenzione con Solvay per il passaggio di proprietà delle aree svincolate, tali aziende avrebbero il via libera per insediarsi anche subito».

L'assessore Mazzocca ha prestato molta attenzione alle ragioni esposte e i consiglieri di opposizione hanno ricevuto rassicurazioni su un suo personale interessamento, impegnandosi a convocare un nuovo incontro, «anche alla presenza del dirigente regionale o al fine di assumere provvedimenti capaci di rimuovere ostacoli e ritardi per arrivare alla risoluzione del problema».

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