Sito inquinato, omessa bonifica: assolti l’ex sindaco Sarra e altri 3

Il dirigente della Provincia Paolo Campea, Giulio Honorati e Antonio Ricordi (polizia provinciale) erano accusati solo di omissione di atti d’ufficio. Per tutti, la formula “il fatto non costituisce reato”
PESCARA. A sette anni dall’inizio dell’inchiesta, la sentenza di ieri scrive la parola fine a una vicenda legata all’indagine sulla mega discarica di rifiuti tossici e nocivi di Bussi. L’ex sindaca di Bolognano Silvina Sarra, il dirigente del settore ambiente della Provincia, Paolo Campea, e due rappresentanti della polizia provinciale, il comandante Giulio Honorati e il suo vice Antonio Ricordi (ormai in pensione), sono stati assolti da ogni accusa con la formula “perché il fatto non costituisce reato”. Una assoluzione che al termine della sua requisitoria aveva chiesto anche il pm Giuliana Rana. La vicenda riguardava il così detto comparto Z, zona esterna al Sin (sito di interesse nazionale) della ex Montecatini, poi diventata Edison. Omissioni di atti d’ufficio e omessa bonifica del sito, i reati che venivano contestati alla sindaca, mentre gli altri dovevano rispondere soltanto di omissione di atti d’ufficio.
«Va detto», commenta l’avvocato Sergio Della Rocca che assisteva Sarra, «che l’istruttoria dibattimentale, molto accurata, molto partecipata, con una serie di documenti e testimonianze ha fatto chiarezza su quelle che erano le contestazioni iniziali». Perché proprio dal dibattimento, così come ha sottolineato il pm nella discussione, è emersa «l’insussistenza dei reati». L’accusa ha ripercorso brevemente l’articolata storia di quel sito, tratteggiando i passaggi tecnici, anche con il ministero, ed evidenziando che gli imputati non avevano potuto commettere nessuna omissione o inadempienza vista anche l'estrema complessità della la vicenda e le lentezze dello stesso ministero.
Nel capo di imputazione si contestava alla sindaca di aver omesso di compiere le «doverose attività di adozione di misure di sicurezza e prevenzione e bonifica in sostituzione del responsabile dell’inquinamento, non individuato». E si evidenziava anche la grave contaminazione del sito e il fatto che la sindaca non avesse emesso ordinanze nei confronti del proprietario del sito. Ma il problema era proprio che la Moligean, proprietaria del sito, non aveva nessuna responsabilità in ordine all’inquinamento di quel sito che poi venne accertato essere invece in capo alla Edison. Al contrario, come emerso dal processo, Sarra aveva fatto tutto quello che era nelle sue possibilità, anche perché, come aveva stabilito il Tar, era la Provincia il primo ente pubblico competente nell’adozione di diffide o ordinanze nei confronti del responsabile dell’inquinamento. Cosa che avvenne dopo, quando proprio la Provincia individuò la Edison quale responsabile dell’inquinamento. Il collegio difensivo era composto da Sergio Della Rocca (per Sarra), Ugo Di Silvestre (Ricordi), Giulio Di Berardino (Campea), Vincenzo Di Girolamo e Marco Pellegrini (per Honorati).

