Skateboard e rumori cresce il malcontento in piazza Garibaldi

3 Luglio 2014

I negozianti contestano la consuetudine di alcuni giovani di utilizzare lo spazio come luogo di divertimento privato

PESCARA. C’è un malcontento diffuso, in piazza Garibaldi, per la presenza di tanti giovani che si divertono e passano buona parte del pomeriggio, e anche della sera, sugli skateboard. Il rumore della tavole è ormai una consuetudine in questo angolo della città, perché piazza Garibaldi è diventata di fatto, negli anni, una grande pista riservata agli appassionati dello skateboarding, ma i commercianti della zona non ci stanno, non sono più disposti a tollerare questa presenza e chiedono al Comune di intervenire per risolvere la questione.

A sollevare, o meglio ri-sollevare, una polemica che è già emersa in passato è stato un episodio spiacevole che si è verificato due giorni fa, quando uno di questi giovani ha chiesto a una donna (accompagnata da bambini) di alzarsi e di lasciare libera una panchina, da utilizzare per provare una serie di manovre sulla tavola. La richiesta è stata formulata con una certa tracotanza, almeno stando al racconto di alcuni negozianti della piazza, per cui ha creato fastidio e contrarietà in chi l’ha ricevuta, anche perché fino a prova contraria la piazza è pubblica ed è giusto che sia fruibile a tutti, in primo luogo a chi abita nella zona, dai bambini agli anziani, e invece queste persone si sentono sfrattate. Ma i commercianti si spingono anche oltre, perché il problema non scaturisce soltanto dalla poca educazione o da una difficile convivenza.

«È una questione di sicurezza» dice uno di quelli che lavora in zona da anni e assiste quotidianamente alle performance degli skater. Che succede se a qualcuno sfugge uno skate?» si chiede. E se la tavola finisce addosso a un bambino o a un anziano? Di recente, con l’apertura di un centro di riabilitazione, il rischio si è fatto ancora più concreto per cui il Comune dovrebbe prendere a cuore la questione, occupandosi anche del decoro della piazza, che appare abbandonata a se stessa. Serve un’ordinanza (sempre che non ci sia già) per vietare che gli skate vengano usati in piazza Garibaldi, in modo da contravvenzionare chi non rispetta il provvedimento. I vigili urbani, che spesso vengono sollecitati a intervenire, devono essere messi in condizione di lavorare, e cioè di applicare un’ordinanza e quindi una sanzione». Non si può pensare, invece, di instaurare un dialogo costruttivo con questi giovani, perché si presentano «con arroganza» e dicono che non ci sono segnali che vietano di andare sullo skate in piazza Garibaldi.

«Hanno fatto allontanare tutti i residenti, la piazza è malridotta» prosegue il commerciante. Basti guardare le panchine, o anche il monumento, per capire che c’è bisogno di un po’ di manutenzione, tenendo lontane le tavole che danneggiano l’arredo urbano».

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