Slitterà l’ecobonus al 110% per ristrutturare abitazioni

Mancano i provvedimenti attuativi sullo sconto in fattura o la cessione del credito Si attendono correttivi al Dl Rilancio, ma l’entrata in vigore resta fissata per domani
L’AQUILA. L’entrata in vigore dell’ecobonus al 110% è prevista per domani, così come contemplato dal decreto Rilancio varato dal governo Conte, ma mancano i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle entrate, per cui i contribuenti al momento non possono utilizzare l’agevolazione fiscale. E non si escludono modifiche alla norma, che potrebbe essere estesa ad altre categorie di lavori nell’ambito della legge di conversione del decreto.
CHE COSA È. L’agevolazione è prevista dall’articolo 119 del decreto Rilancio: si tratta di una detrazione al 110% che si applica a determinate tipologie di lavori edilizi (elencati nella norma, come ad esempio l’isolamento termico e della facciata e la climatizzazione edifici), dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Essendo il Dl Rilancio in vigore, da luglio si potrebbe dunque applicare l’agevolazione ma, nel concreto, mancano i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle entrate.
COSÌ LA NORMA. La norma prevede infatti che le modalità attuative per la detrazione o in alternativa per la lo sconto in fattura o cessione del credito (articolo 121 del decreto), siano stabilite da provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle entrate che, sempre in base al testo del decreto, dovevano già essere stati pubblicati (erano previsti entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto, avvenuta il 19 maggio scorso).
Secondo anticipazioni di stampa, tali documenti di prassi non arriveranno però prima della conversione in legge del decreto, in modo da recepire le novità introdotte dal Parlamento (ci sono decine di emendamenti già presentati). La data ultima per questo passaggio è il 18 luglio.
LEGGE DI CONVERSIONE. La legge di conversione è in questo momento in discussione alla commissione Bilancio della Camera, e in materia di ecobonus al 110% sono state presentate decine di emendamenti: proposte per allungare il periodo in cui si può utilizzare l’agevolazione, estensione a nuovi lavori, semplificazioni. Questo non significa che viene rinviata la data dalla quale si potranno applicare le detrazioni al 110%. A meno che non venga modificato il testo della legge su questo specifico punto (non ci sono proposte emendative anche in questo senso), l’ecobonus resta applicabile alle spese sostenute dal primo luglio.
GLI EMENDAMENTI. Tra gli emendamenti presentati sono in dirittura d’arrivo quelli sull’estensione dell’ecobonus e del sismabonus alle seconde case. È importante precisare che è ammessa solo una seconda casa. Altra novità riguarda la riduzione dei massimali fissati per i singoli interventi. Per i condomini con più abitazioni i massimali per singolo appartamento passerebbero da 60mila a 40 mila euro, per i condomini più piccoli da 60mila a 50 mila euro. Restano fuori al momento la possibilità di allargare la misura agli alberghi, e l’allungamento del periodo dell’agevolazione al 31 dicembre 2022. La conclusione dell’iter parlamentare della norma è attesa da tutto il settore immobiliare. L’effetto coronavirus ha pesato meno sulla casa che su altri beni durevoli ma ha cambiato il modo di desiderarla. Pur con un calo del 15,5% delle transazioni, il gruppo Gabetti ha registrato, dopo 3 mesi di confinamento, una richiesta di case polifunzionali, con spazi per poter lavorare e con terrazzo o giardino. Secondo i dati dell’Agenzia delle entrate, le transazioni andate a buon fine sono state in Italia più di 117mila, contro le 138.525 del primo trimestre del 2019. Finita l’emergenza, secondo la rete di agenzie immobiliari, «un importante catalizzatore per il mercato sarà l’innalzamento delle detrazioni dell’ecobonus e del sismabonus al 110% a partire dal 1 luglio». La misura infatti «potrebbe determinare un aumento della richiesta di immobili da ristrutturare». (c.s.)

