Slot e scommesse, bruciati 2,7 miliardi

In testa Pescara e L’Aquila. Dato record a Scurcola Marsicana. Oggi il convegno di Anci e Regione all’Aurum di Pescara
PESCARA. Due miliardi, 691 milioni e 184.649 euro. A tanto ammonta il denaro gettato via dagli abruzzesi nel 2017 alle slot machine, oppure con le scommesse, le lotterie, i giochi online. C’è anche chi si è dato all’ippica, nell’accezione originaria del termine, anche se le corse dei cavalli, almeno in Abruzzo, rivestono una quota marginale rispetto alle altre tipologie di scommessa. A fornire il dato è l’Anci Abruzzo, che sottolinea come quei quasi due miliardi e 700milioni di euro rappresentino “appena” il 3% dell’ammontare complessivamente giocato in Italia, che è pari a 101,7 miliardi. Il dato fa riferimento sia al gioco distribuito su rete fisica (quasi 2 miliardi di euro, corrispondenti al 73% del volume totale) sia a quello distribuito su rete telematica, definito anche gioco online (724 milioni di euro, corrispondenti al 27% del volume totale). Nel 2017, in media ogni residente in Abruzzo ha giocato 2.035 euro, un dato più alto rispetto a quello nazionale (1.678 euro).
LO STUDIO. Anci Abruzzo e la Regione Abruzzo stanno lavorando insieme nel “Piano Gap” per la prevenzione e il contrasto del fenomeno lotta al gioco d’azzardo, una dipendenza grave e sempre più diffusa che coinvolge sempre più spesso anche i minorenni. La diffusione del fenomeno è monitorata dall’ultima indagine Ipsad in cui risulta che il 43% della popolazione di 15-64 anni, che corrisponde a quasi 17 milioni di persone, ha giocato almeno una volta somme di denaro: questo dà una chiara idea della popolarità del gioco d’azzardo. Negli ultimi 20 anni le tipologie di gioco e le modalità di accesso si sono moltiplicate, ampliando la platea dei giocatori.
IL CONVEGNO. Di tutto questo si parlerà oggi, a Pescara, nel corso di un convegno che si svolge all’Aurum sul tema “Azzardopoli, una sfida in Comune”. L’appuntamento è alle 9, con il salute degli assessori regionali Nicoletta Verì e Mauro Febbo, e del presidente di Anci Abruzzo, Luciano Lapenna. Numerosi i relatori che illustreranno le strategie per combattere il fenomeno. «In Abruzzo», ha detto Lapenna, «è in corso una indagine Cnr finanziata dal piano Gap, e il convegno che stiamo promuovendo sarà l’occasione per avere un quadro dettagliato e prime indicazioni operative su strumenti amministrativi che possono essere messi in campo».
UN PO’ DI NUMERI. La città dove si gioca di più, in Abruzzo, in termini assoluti è Pescara, dove nel 2017 sono stati spesi 295 milioni di euro. Il dato, naturalmente, tiene conto del fatto che il capoluogo adriatico conta più di 120mila abitanti; seguono L’Aquila (158 milioni), Montesilvano (137 milioni), Teramo (135 milioni), Chieti (117 milioni). Nella classifica svetta San Giovanni Teatino dove, a fronte si soli 14 mila abitanti sono stati spesi 87 milioni di euro. Seguono Avezzano (82 milioni), Vasto (72 milioni), Spoltore (71), Giulianova ( 67), Roseto (63), Lanciano (58), Martinsicuro (51), Francavilla (51), Sulmona (47), Ortona (42) e Scurcola Marsicana (frazione di Cappelle dei Marsi), dove sono stati spesi più di 41 milioni di euro (2.778 abitanti). Scurcola, tuttavia, raccoglie un’utenza più ampia che arriva anche dalla contigua Avezzano. Ad Alba Adriatica la spesa è stata di 38milioni, a Pineto di 35 e a Silvi di 34.
I VIRTUOSI. Il comune abruzzese dove si gioca meno (in rapporto al numero di abitanti) è Rocca di Cambio (530 abitanti e 56mila euro di spesa per i giochi). A Guilmi la spesa è stata di 59.241 euro, e a San Giovanni Lipioni di 49.811 euro. Chiude Pennadomo, con 46.028 euro.

