Smart&Start: Abruzzo al quinto posto

18 Marzo 2015

Presentate 31 domande al progetto di Invitalia di cui ben 16 provengono dai comuni del Cratere Aquilano e hanno richiesto circa 9,4 milioni di finanziamenti

L'AQUILA. Al 9 di marzo - sul sito "Smart&Start" - sono state perfezionate 487 domande per puntare alle agevolazioni previste per questa specifica "misura" di Invitalia pensata per favorire la diffusione di nuova imprenditorialità legata all'economia digitale (in sostanza l'assegnazione di prestiti a tasso zero a startup innovative già costituite o ancora in fase embrionale). Startup innovative sono quelle iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese e che quindi rispondono a precisi requisiti di legge tra cui: società di capitali costituite da non più di 48 mesi; che offrono prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico; con valore della produzione fino a 5 milioni di euro. Tuttavia - come dicevamo - viene concessa una chance anche a chi ancora non ha costituito una società ma ha un’idea brillante ed è fortemente intenzionato a portarla avanti. Possono quindi concorrere anche team di persone fisiche che intendono solo successivamente dar vita a una startup in Italia, anche se residenti all’estero o di nazionalità straniera.

Invitalia ha cominciato a dare qualche "numero": al primo posto per progetti presentati c'è la Campania (78), seguita dalla Lombardia (68) e dal Lazio (52). L'Abruzzo è al quinto posto con 31 domande di cui ben 16 provengono dai comuni del Cratere Aquilano (e hanno richiesto circa 9,4 milioni di finanziamenti). Due sono società già costituite mentre 14 sono "gruppi di lavoro"; i settori più gettonati sono: "internet delle cose", materiali innovativi, ambiente ed energia, bioagroalimentare, e-commerce.

[[(standard.Article) Hai un’idea? All’Aquila puoi farla crescere


"Questo dato è estremamente confortante - ha affermato il giornalista e blogger Salvatore Santangelo (animatore di "L'Aquila che rinasce", sodalizio di giovani professionisti da anni impegnato nella diffusione della cultura dell'innovazione e delle startup) - sia per quanto riguarda la nostra regione che il territorio colpito dal sisma del sei aprile ed è la migliore risposta a quanti non credevano nella nostra capacità di cogliere le opportunità della rivoluzione digitale".  

"In poco meno di un anno abbiamo portato a L'Aquila ben tre format dedicati a questi temi: la prima tappa europea dello Startup Bus, Onda d'innovazione, Meet Up Start up e ora cominciamo a raccogliere i primi frutti del nostro lavoro. Ma assieme alle luci non mancano le ombre. Non c'è ancora una visione strategica sul tema dell'innovazione, e in particolare a L'Aquila non c'è ancora una struttura dedicata (un incubatore/accelleratore) in grado di 'mettere a terra', concretizzare i diversi progetti che stanno prendendo forma; e questo nonostante le decine di milioni di euro destinati - nella fase post terremoto - alle ricostruzione sociale (penso ai Fondi Giovanardi, per lo più spesi in iniziative estemporanee di cui non siamo in grado di misurare il ritorno) e a quelli Meloni (ancora da erogare ma destinati dalla Regione al recupero di una struttura comunale sita lungo il viale Duca degli Abruzzi, struttura di cui ancora non è chiara la successiva destinazione e modalità di gestione)".



Intanto è possibile continuare a presentare le domande. I progetti saranno sì presi in considerazione nell'ordine di arrivo, ma successivamente, naturalmente, verrà valutata la presenza dei requisiti richiesti. E il bando resterà aperto fino a esaurimento fondi. Ricordiamo che è possibile chiedere fino a 1,5 milioni di euro (di cui il 20 per cento a fondo perduto per chi opera nel Cratere); può concorrere chi opera nei campi dell'innovazione, del trasferimento tecnologico, dell'economia digitale (le attività ammesse sono: produzione di beni ed erogazione di servizi che si caratterizzano per il forte contenuto tecnologico e innovativo; che si qualificano come prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell'economia digitale; e che si basano sulla valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e privata). Sono inoltre previste particolari agevolazioni se la startup è costituita da under 35, solo da donne oppure se al suo interno c'è almeno un dottore di ricerca italiano che sta lavorando all'estero e sceglie di rientrare in Italia.

Conclude Santangelo: "Personalmente resto dell'idea che la via più efficace per sostenere davvero l'innovazione non sia quello di erogare fondi (soprattutto a fondo perduto), ma rispetto ad altre iniziative Smart & Start è una buona 'misura' perché finalizza le risorse solo a chi fa davvero innovazione secondo una modalità 'leggera', dove i diversi progetti sono giudicati con gli occhi degli investitori (in questo senso vale una valutazione complessiva delle startup nate anche grazie alle risorse erogate nella precedente edizione). Come ci ricorda Marco Cantamessa (presidente dell'incubatore del Politecnico di Torino), un ruolo fondamentale lo giocano le istituzioni che dovrebbero fare essenzialmente tre cose: rendere facile l'innovazione semplificando il più possibile, renderla necessaria aumentando il livello di concorrenza dell'economia e stimolarla comprando beni e servizi dalle startup innovative o da chiunque proponga innovazione".