Smog alle stelle anche senza traffico I numeri dell’Arta

27 Gennaio 2021

Rivelati nella commissione Ambiente i dati del lockdown «Le polveri oltre i limiti durante il blocco delle attività»

PESCARA. «A dieci mesi dall’inizio della pandemia da Covid con i relativi lockdown, la riduzione evidente del traffico automobilistico non ha inciso, né sembra avere una influenza decisiva, sui valori delle polveri nell’aria». A farlo presente è il presidente della commissione Ambiente Ivo Petrelli, al termine della seduta in cui sono stati sentiti due rappresentanti dell’Arta.
«Nel corso del 2020 i giorni in cui si sono superati i limiti giornalieri sono stati 18 su 365, quindi ben al di sotto del limite di 35 giorni l’anno consentiti dalla legge», ha detto Petrelli, «questo significa che la qualità dell’aria è buona. Tuttavia è altrettanto chiaro che i periodi di blocco della mobilità, o comunque di forte limitazione degli spostamenti, hanno inciso sull’abbassamento dei valori di benzene e biossido di azoto, ma non hanno avuto un’influenza diretta su quelli del Pm 10 o delle polveri ultrasottili Pm 2,5». «Dunque», ha affermato, «l’azione amministrativa, tesa all’ulteriore e definitivo abbattimento di tali valori, deve necessariamente guardare non solo al sistema della mobilità cittadina, ma deve piuttosto prestare attenzione ad altri elementi dell’ecosostenibilità, a partire dagli impianti di riscaldamento domiciliare che hanno una forte incidenza».
«Avevamo iniziato a verificare tale tendenza già a fine primavera 2020», ha rivelato Petrelli, «quando, a fronte dei primi due o tre mesi di lockdown, con il traffico veicolare privato in gra parte fermo, abbiamo chiesto un primo report all’Arta e già i primi dati avevano dato indicazioni chiare seppur ancora preliminari, ovvero il traffico automobilistico non aveva un’influenza diretta sull’andamento dei valori delle polveri. Abbiamo chiesto all’Arta di Pescara di approfondire tale tema e l’Agenzia ha preso parte a uno studio regionale che a oggi ha confermato il trend».
Le polveri Pm10 e Pm2,5, avevano fatto registrare punte record il 28, 29 e 30 marzo. «Andando a spulciare tra le possibili cause di tale situazione», ha precisato il presidente, «emerge innanzitutto l’influsso derivante dagli impianti di riscaldamento accesi nelle case, negli uffici e nelle scuole. Dato confermato, peraltro, già nel periodo immediatamente pre-natalizio sino ad oggi: con l’ovvio abbassamento delle temperature per l’arrivo dell’inverno e la prolungata accensione delle caldaie, a causa di una permanenza più lunga dei cittadini nelle proprie abitazioni, associati a una prolungata stabilità atmosferica in assenza di piogge, i valori di questi inquinanti sono lievitati notevolmente».(e.r.)
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