Società rifiuti, scontro sull’amministratore unico

17 Ottobre 2017

Polemica sull’affidamento a Latorre. L’opposizione getta ombre sulla Linda spa L’assessore Di Giacomo: «Tutto trasparente». La discussione arriva in consiglio

CITTA’ SANT’ANGELO. Scoppia la polemica sull’amministratore unico della Linda Spa, la società in house del Comune di Città Sant’Angelo che gestisce il servizio di igiene urbana e, in questi mesi, sta coordinando il delicato passaggio dalla raccolta differenziata stradale a quella domiciliare.
Se l’opposizione, con i consiglieri Matteo Perazzetti, Lucia Travaglini e Maurizio Valloreo, lamenta «sperperi di risorse pubbliche» e «zone d’ombra al sicuro da controlli e censure», l’assessore alle Società partecipate Denia Di Giacomo si affretta a smentire precisando di «agire sempre nel pieno rispetto delle regole e delle leggi». Giovedì se ne discuterà in un acceso consiglio comunale, tra i cui punti all’ordine del giorno c’è proprio una mozione presentata dalla minoranza.
Perazzetti, Travaglini e Valloreo insistono sulla necessità di revocare l’amministratore unico della Linda Spa, Guido Latorre. Ma Di Giacomo risponde che «non è competenza del consiglio comunale, salvo in presenza di fatti gravi e reiterati, che ad oggi non sussistono». «La Linda», aggiunge l’assessore, «ha una sua autonomia gestionale. Questo vuol dure che noi come amministrazione possiamo soltanto dare un indirizzo politico e non possiamo in alcun modo interferire sulle sue decisioni. La richiesta di dimissioni andrebbe indirizzata all’assemblea dei soci e non al consiglio comunale».
Matteo Perazzetti, Lucia Travaglini e Maurizio Valloreo accusano l’amministrazione del sindaco Gabriele Florindi di spendere soldi pubblici «per dare incarichi a persone evidentemente vicine, tagliare servizi per i cittadini come la ludoteca, il pre e post scuola, aumentare la Tari e mantenere salate le tariffe di mense e scuolabus». Disagi che, secondo l’opposizione, si sommano a «gravi irregolarità e illegittimità» perpetrate dalla Linda Spa. «L’amministratore unico Guido Latorre», spiegano in una nota i consiglieri di minoranza, ricostruendo la vicenda, «a fine dicembre 2016 incarica un noto geometra quale figura di supporto al Rup per una serie di procedure di acquisto. Un incarico attenzionato dal comitato del Controllo analogo, che ne chiede la revoca immediata. Le irregolarità spaziano dalla non specificazione delle attività per le quali è stato incaricato, alla determinazione del compenso, fino alla non indicazione dei requisiti. Ma l’amministratore non ottempera alle richieste, portando avanti il contratto e spendendo soldi pubblici per 960 euro mensili oltre Iva». «Siamo increduli», aggiungono, «di fronte a un amministratore unico che non annulla la nomina, contravvenendo alle direttive impartite dal comitato del controllo analogo, che ricordiamo è l’organo attraverso il quale l'Ente controlla le attività delle società in house, ma invece bacchetta lo stesso organo di controllo invitandolo a dare indicazioni coerenti con gli indirizzi dettati dell'amministrazione».
«E’ tutto legittimo», ribatte l’assessore Di Giacomo, «il comitato di controllo non ha mai detto che la nomina è irregolare, ma ha soltanto chiesto delucidazioni in merito all’oggetto del contratto e alla materia dell’incarico. In questo caso si tratta di un noto professionista, dotato di grande esperienza e di un ottimo curriculum, ritenuto adeguato all’incarico che ha ricoperto per sei mesi, fino a giugno scorso. Questa figura di supporto al Rup, tra l’altro prevista dal Testo unico degli enti pubblici, è stata necessaria al momento dell’organizzazione di tutte le attività propedeutiche all’avvio della raccolta differenziata porta a porta». «Quest’ultimo progetto», conclude Di Giacomo, «è ormai in dirittura d’arrivo: tutti i documenti sono pronti, nonostante gli intenti dell’opposizione che sta cercando in tutti i modi di rallentare questo lungo e importante processo democratico».
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