«Soget, Sospiri e Mazzocca non ricevettero favori»

Processo sugli aiuti ai politici, sfilano i testi della difesa: sentito anche un idraulico per dimostrare che l’ex assessore regionale non ricevette alcun aiuto dall’Aca
PESCARA. Nel processo Soget, quello sui presunti favoritismi ai politici che vede sul banco degli imputati l'attuale presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, l'ex assessore regionale Mario Mazzocca, e due dei vertici Soget, Gaetano Monaco e Domenico Ludovico, accusati a vario titolo di falso e abuso d'ufficio, è l'ora dei testimoni della difesa.
Ieri sono sfilati davanti al collegio per rispondere quasi esclusivamente alle domande dei difensori. L'avvocato Augusto La Morgia, che assiste Mazzocca, ha chiamato un idraulico e un consulente informatico.
L'idraulico ha riferito che all'epoca dei fatti contestati fu chiamato da Mazzocca per una perdita d'acqua che andava avanti da molto tempo, in un garage di sua proprietà a Caramanico. Il teste ha riferito di aver proceduto alla riparazione e di non aver mai visto nessun tecnico dell'Aca.
Il consulente Oscar Ortolano è stato invece chiamato perché incaricato dall'imputato Mazzocca di estrarre tutti i messaggi presenti sul suo cellulare per dimostrare che non ci furono chiamate partite da Mazzocca verso i vertici Soget che avrebbero dovuto riservargli una corsia preferenziale.
Secondo l'accusa l'ex assessore, che aveva un debito di circa 22 mila euro nei confronti dell'Aca, si sarebbe visto cancellare l'ipoteca su di un immobile di Caramanico per «mere ragioni di favoritismo», come si sostiene nel capo di imputazione.
Altri testi sono stati invece chiamati dalla difesa di Monaco, utili soprattutto alla posizione di Sospiri: anche per lui si parla di favoritismi in relazione alle procedure di pignoramento dei compensi della Regione per due crediti per un totale di circa 13mila euro, per sanzioni al codice della strada. I testi, tutti dipendenti o ex della Soget, hanno ricostruito l'iter della notifica dei pignoramenti, spiegando ai difensori che cosa fecero per notificare le procedure a Sospiri. C'è chi ha riferito di non aver potuto notificare il documento per irreperibilità assoluta (quando cioè all'indirizzo conosciuto dal Comune non risulta il debitore), chi invece ha parlato di irreperibilità relativa (quando cioè il debitore è momentaneamente assente).
Sta di fatto che nessuno della Soget o dei messi notificatori si sarebbe preoccupato, come ha fatto evidenziare il difensore di Sospiri, l'avvocato Massimo Cirulli, di accertarsi che quelle notifiche non andate a buon fine e poi pubblicate nella casa comunale, fossero state effettivamente ricevute dal destinatario. Il processo riprenderà il prossimo 18 giugno.
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