“Sognando Itaca”, ecco la barca che aiuta la ricerca

PESCARA. L’Ail Pescara-Teramo finanzia una borsa di studio, all’università D’Annunzio-Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento, per la ricerca sull'Interleuchina 7, una proteina «coinvolta nelle...
PESCARA. L’Ail Pescara-Teramo finanzia una borsa di studio, all’università D’Annunzio-Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento, per la ricerca sull'Interleuchina 7, una proteina «coinvolta nelle procedure che rendono i tumori resistenti alla chemioterapia e alla radioterapia». Lo studio serve a individuare i farmaci che servono a bloccare il meccanismo e dare il via libera a cure più efficaci. La notizia è stata resa nota ieri dalla ricercatrice universitaria Alessia La Molinara, nel corso della presentazione, nella sede dell’Assonautica, della tappa al Marina di Pescara, di “Sognando Itaca”, il progetto di vela terapia mirato alla riabilitazione psicologica e al miglioramento della qualità di vita dei pazienti ematologici, promosso dall'Ail, l'Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma.
L'imbarcazione, partita il 4 giugno da Trieste e diretta a Taranto dove arriverà il 21 giugno per celebrare la Giornata nazionale per la lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, è giunta due giorni fa nel porto pescarese proveniente da Ancona.L’importanza del progetto è stata ribadita dal presidente dell'Ail Pescara-Teramo, Domenico Cappuccilli, dai volontari della onlus, dall'equipaggio composto da medici, infermieri, psicologi e di pazienti. Tra cui Michele Caruso , un giovane tarantino che ha viaggiato per 13 ore sul battello, insieme a Cappuccilli, per raggiungere Pescara. «L'idea è quella di creare a bordo una particolare complicità che fa bene a tutti», ha spiegato Luciano Galloni, responsabile del progetto, «il paziente si mette al timone e dà ordini al medico, all'infermiere, allo psicologo, condivide con loro emozioni, gioia e stanchezza e anche la scoperta di nuove risorse che migliorano la qualità della vita». Cappuccilli ha elencato i numeri del grande lavoro di casa Ail di via Rigopiano, che dal 2009 ha ospitato 1264 persone, tra pazienti in cura nel dipartimento di Ematologia e i familiari. Prassede Salutari, ematologa all'ospedale, ha spiegato che casa Ail consente di «ridurre drasticamente i ricoveri» perché i pazienti, anche quelli di fuori regione, proseguono le cure a Pescara ospitati gratuitamente dalla struttura di via Rigopiano.

