Sola, malata e senza lavoro Sarà sfrattata il 29 luglio

16 Luglio 2017

Una donna di 66 anni chiede aiuto a Maragno: «Con la mia pensione non riesco più a pagare l’affitto. Datemi una casa, ne ho diritto anch’io come gli immigrati»

MONTESILVANO. «Non voglio finire in mezzo alla strada e per questo chiedo aiuto al sindaco». Un appello composto, ma accorato, quello lanciato da Iolanda Fasano, una 66enne, malata di tumore e di diabete, che il 29 luglio dovrà lasciare la sua casa in affitto, in via Lago Maggiore, per uno sfratto. Originaria di Caserta, residente a Montesilvano da 25 anni, da quattro mesi, la donna non riesce a far fronte all’affitto dell’appartamento, 450 euro al mese. Non ce la fa con una pensione di appena 480 euro e, a causa della sua malattia, non può più neanche svolgere la sua attività di badante.
Così, anche a causa di problemi con un’agenzia immobiliare, che sono attualmente al vaglio degli inquirenti, Iolanda Fasano si è trovata all’improvviso davanti alla dura realtà di dover lasciare la casa. «Purtroppo, non posso più permettermi di pagare un affitto e le spese per una casa. I miei figli, che vivono lontano, hanno a loro volta dei problemi. Non possono pensare anche a me», racconta la donna che, nei mesi scorsi, si è rivolta anche agli assistenti sociali dell’Azienda Speciale.
«Ero disperata. Così ho deciso di andare a parlare con il parroco di via Sele, don Paolo, per chiedere a lui un sostegno psicologico. Lui» prosegue Iolanda Fasano, «mi ha detto di essere forte, di non scoraggiarmi, e mi ha indirizzato all’Azienda. Qui gli assistenti sociali mi hanno garantito che proveranno ad aiutarmi, almeno attraverso dei buoni mensili per fare la spesa. Certo mi farebbero comodo, ma il mio principale problema ora è la casa».
A partire dal 29 luglio, la donna non avrà più un tetto sulla testa e questa ipotesi la terrorizza. «Nelle mie condizioni di salute, e alla mia età, nessuno mi dà un lavoro», prosegue, «e io non so davvero dove sbattere la testa. Per questo chiedo aiuto al sindaco, Francesco Maragno, con il quale ho chiesto un appuntamento. Spero di poterlo incontrare nei prossimi giorni, che possa accogliermi in una casa parcheggio o anche all’interno di una casa famiglia. Dopotutto, è assurdo che per gli immigrati ci sia posto e che, invece, una povera donna italiana, sola e malata debba finire sotto i ponti».
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