Soldi a famiglie e imprese C’è anche il bonus vacanze

5 Giugno 2020

L’assessore Febbo: «La Regione vara le misure a sostegno del credito»

L'AQUILA. Un piano Marshall per la ripresa dell'economia regionale, dopo il lockdown. Misure di sostegno al credito: per ora ci sono in cassa 40 milioni di euro destinati a crescere, soldi alle piccole imprese che non hanno ottenuto, dalle banche, il prestito da 25mila euro garantito dallo Stato. E ancora, un pacchetto turismo con dentro il "bonus vacanza", incentivi per le compagnie aeree che sceglieranno l'aeroporto d'Abruzzo come scalo e interventi sul sistema industriale delle grandi aziende.
È la ricetta illustrata in videoconferenza dall'assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo, ai rappresentanti regionali delle associazioni di categoria e ai sindacati. «Proposte che, per passare alla fase attuativa», ha detto Febbo, «necessitano di una rimodulazione delle risorse comunitarie e nazionali, dai 160 ai 180 milioni di euro».
RISORSE DA RIMODULARE. Il tavolo di confronto, a cui hanno partecipato Cna, Confartigianato, Casartigiani, Claai, Cia, Confapi, Confindustria, Confcommercio, Confcooperative, Agci, Confesercenti, Legacoop e sindacati, è stato attivato dopo i solleciti arrivati dalle stesse associazioni di categoria, che avevano chiesto conto dell'azione della Regione rispetto ai bandi in essere e alle linee da perseguire per il rilancio dell'economia e del comparto industriale. «Stiamo ragionando con il Governo», ha spiegato Febbo, «e con il dipartimento della Coesione territoriale, per capire l'ammontare delle risorse che possono essere rimodulate nell'ambito delle politiche comunitarie e nazionali. Come Regione saremmo in grado di rimodulare dai 160 ai 180 milioni di fondi europei (Fers, Fse e Fsc), indispensabili per far ripartire il comparto produttivo e turistico».
CROLLO ECONOMICO. Il settore dell'automotive, a maggio, ha perso in Abruzzo il 94% delle immatricolazioni. Il manifatturiero, a fronte della ripresa al 90% delle attività, ha fatto registrare un livello produttivo che oscilla tra il 62 e il 65%, legato alle difficoltà riscontrate negli ordinativi dai mercati esteri. «In Abruzzo abbiamo almeno due distretti, l'agro-industriale e il farmaceutico, che segnano risultati positivi», sottolinea Febbo, «ma serve un accompagnamento alla ripresa, che passi anche attraverso una politica di investimenti sulle infrastrutture e di incentivi alle aziende».
LE MISURE. Un primo provvedimento, contenuto nel “Cura Abruzzo”, riguarda uno stanziamento di 40 milioni di euro per finanziamenti a fondo perduto, destinati a piccole e medie imprese, commercianti e artigiani. Fondo che la Regione intende portare a 80-90 milioni di euro. Il “provvedimento liquidità” riguarda, invece, gli imprenditori che si sono visti rifiutare dalle banche il finanziamento di 25mila euro garantito al 100% dallo Stato: la Regione interverrà direttamente, tramite la Fira, per la copertura della garanzia. L'assessore Febbo ha annunciato, inoltre, l'applicazione di sgravi e incentivi per occupazione e investimenti in favore del sistema industriale abruzzese delle grandi imprese. Sul fronte del turismo, è previsto un pacchetto specifico per l'intera filiera, che non si limita solo al settore alberghiero e dell'accoglienza, ma investe anche la ristorazione, le agenzie di viaggio e le guide turistiche: è in preparazione un “bonus vacanza”, «che sarà scritto in maniera diversa da quello proposto dal Governo», spiega Febbo e servirà a incrementare la permanenza dei turisti in Abruzzo.
DECOLLARE DALL'ABRUZZO. La Regione intende potenziare l'aeroporto d'Abruzzo, anche nella fase di emergenza da Covid-19. Il bando per le rotte sarà rimodulato, annuncia l'assessore Febbo, e indirizzato su interventi di sicurezza per offrire alle compagnie aeree che sceglieranno come scalo l'aeroporto abruzzese un'indennità di ristoro per la perdita dei viaggiatori, legata all'applicazione delle misure preventive varate dal Governo e alla diminuzione, sugli aerei, dei posti riservati ai passeggeri.
«L'interlocuzione con il ministro per la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, è costante», conclude Febbo, «per determinare le risorse disponibili ed entrare nel dettaglio delle misure attuabili».
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