Soldi ai docenti più bravi 24mila euro a ogni istituto

I vincitori indicati dai presidi, si è imposto chi padroneggia le nuove tecnologie All’Aterno-Manthoné riconoscimenti a quasi il 40 per cento del corpo insegnante
PESCARA. Ammonta a 200 milioni di euro il fondo annuo costituito dal Miur per la valorizzazione del personale docente di ruolo, a partire dal 2016. Una cifra spalmata tra le scuole dell'intero territorio nazionale, in media circa 24mila euro per istituto, da destinare ai docenti che si sono rivelati più meritevoli nell'anno scolastico.
Il bonus è tra i punti della Buona Scuola che hanno fatto più discutere. I giochi si chiuderanno il 31 agosto, data ultima entro cui i dirigenti scolastici dovranno individuare i vincitori sulla base dei criteri stabiliti dai rispettivi Comitati di valutazione. I fondi sono stati ripartiti a livello territoriale e tra le istituzioni scolastiche, tenendo conto della "dotazione organica dei docenti" e considerando i «fattori di complessità delle istituzioni scolastiche e delle aree soggette a maggiore rischio educativo».
Il contributo non potrà essere assegnato a pioggia, ma neanche attribuito a una cerchia troppo ristretta di insegnanti: ogni scuola non potrà scendere al di sotto di una percentuale pari al 10% del personale docente che ha scelto di farsi valutare. Ma come si sono regolate nell'assegnazione della retribuzione accessoria le scuole del territorio?
Lo abbiamo chiesto ad alcuni dirigenti di Pescara e Montesilvano. Una «macchina complessa ma efficace», quella messa in piedi dal liceo scientifico D'Ascanio di Montesilvano. «Il comitato di valutazione ha deliberato criteri legati a una serie di schede per valutare ogni docente», spiega la dirigente Natalina Ciacio. Quattro le schede complessive, di cui una di autovalutazione, consegnata allo stesso docente. A valutarlo anche genitori e alunni rappresentanti di classe, i coordinatori delle classi a cui appartiene il docente e il dirigente. «E' stata un'organizzazione complessa, ma in questo modo ogni docente è stato valutato da più parti».
Tra le caratteristiche richieste al docente ideale: «La capacità comunicativa, l'essere un punto di riferimento per gli allievi ed essere attento agli studenti in difficoltà». La percentuale dei premiati al D'Ascanio dovrebbe aggirarsi intorno al 25%. Ammonta intorno ai 20mila euro la cifra a disposizione del liceo classico D'Annunzio. «Cambia di istituto in istituto, perché dipende dal numero complessivo dei docenti», sottolinea la dirigente Donatella D'Amico. «Il ministero ha indicato delle aree da considerare: come il docente ha partecipato alla vita organizzativa della scuola, la qualità dell'insegnamento, l'innovazione. E' all'interno di queste grandi aree che si è mosso il comitato di valutazione».
Il comitato è presieduto dal dirigente scolastico ed è costituito, nello specifico, da tre docenti dell'istituzione scolastica, di cui due scelti dal collegio docenti e uno dal consiglio d'istituto; due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo di istruzione, e da un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori per il secondo ciclo di istruzione, scelti dal consiglio d'istituto; un componente esterno individuato dall'ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici. Un po' diversa è stata la situazione al D'Annunzio, dove il collegio dei docenti ha scelto di non nominare i due insegnanti che avrebbero dovuto costituire il comitato. «Il genitore e l'alunno individuati dal consiglio d'istituto hanno partecipato con proposte e suggerimenti, ma non sono intervenuti direttamente nella valutazione», precisa. A essere premiate sono state la partecipazione, la formazione e la capacità di sapersi destreggiare con le nuove tecnologie. «Il saper usare la Lim piuttosto che metodologie come l'insegnamento capovolto o il Clil, l'insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera». Circa 80, al D'Annunzio, gli insegnanti in corso di valutazione. «La percentuale dei premiati sarà tra il 15 e il 20%». Un bonus che ammonterà a una «buona quattordicesima».
All'istituto tecnico Aterno-Manthoné, come ha spiegato la dirigente Antonella Sanvitale, il bonus sarà attribuito a una percentuale di «circa il 40% dei docenti». Questi gli ambiti valutativi: qualità dell'insegnamento e contributo al miglioramento dell'istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti; risultati ottenuti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell'innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione; responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale. Qualità dell'insegnamento al centro della valutazione anche allo scientifico da Vinci, come sottolineato dal dirigente Giuliano Bocchia.
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