Sole, mare e un gelato al cioccolato

Il cantante riparte in musica dalla Toscana: due concerti, un nuovo disco e un marchio da esportare
di ELISABETTA ARRIGHI
A dire la verità, lui il suo pubblico non l’ha mai lasciato, anche se negli ultimi anni - grazie alla televisione - la musica era stata messa un po’ da parte. Perché la conduzione dei giochini all’ora di cena e di altri eventi era diventata la sua occupazione principale, a cui si è poi aggiunta anche quella di scrittore. Ma ora Enzo Ghinazzi da Ponticino, in arte Pupo, nato l’11 settembre 1955, alla musica vuole tornare. E allora perché non farlo d’estate, la stagione dei concerti sotto le stelle, ripartendo proprio dalla sua Toscana?
Così con due live - il primo l’11 agosto a Forte dei Marmi e il secondo il 12 sul palcoscenico di Bolghery Melody davanti ai cipressi cantati da Carducci - Pupo farà la sua grande rentrée nel mondo della musica. «Non c’è una strategia precisa dietro a questo - racconta - Ho detto che sarebbe stato bello farlo per festeggiare i quarant’anni di carriera e dopo dieci anni durante quali, salvo qualche breve parentesi, ho fatto il conduttore e quant’altro».
«A febbraio uscirà il mio disco, dopo varie operazioni mediatiche come quella di Sanremo con Emanuele Filiberto. Arrivammo secondi con la canzone “Italia amore mio” inserita in un cd dal tenore Luca Canonici con cui la presentammo».
Quindi per un po’ in tv non la rivedremo?
«Rifarò cose in televisione, ma non in ospitate o ruoli da giudice di talent. Magari - dice Pupo - mi presento da Carlo Conti con una nuova canzone e gli dico se può andare bene per il festival. Intanto ho l’opportunità di ripartire con questa anteprima estiva. Spero che il messaggio che lancerò al pubblico venga recepito e che serva da stimolo per il prosieguo».
In Italia, pur con alti e bassi, lei è un personaggio che piace alla gente. È vero che in Russia è un vero e proprio idolo?
«Certo che è vero (ride, ndr). Proprio in Russia, dove vado spesso, ho in cantiere anche un nuovo progetto. Il 7 aprile 2016 è programmato un concerto-evento alla Crocus Hall di Mosca che ha salutato la reunion di Al Bano e Romina Power. Sarà un concerto nel quale avrò anche il ruolo di talent scout, nel senso che promuoverò talenti italiani che laggiù sono sconosciuti o quasi, come Antonio Maggio. E magari riuscirò a portare anche Nek».
L’estate è la stagione della leggerezza. E i suoi successi sono canzoni tipicamente all’italiana. Verrebbe da dire fatte di sole, amore, mare e gelato al cioccolato.
«Ah, il gelato. Certo, quello al cioccolato della canzone mi ha dato tanta visibilità. Anche se ora il gelato vuole diventare un’avventura imprenditoriale».
Significa che vedremo Pupo al bancone di qualche gelateria?
«Sa, io ho due figlie, Clara e Ilaria. E sono anche nonno. Di questi tempi di lavoro ce ne è pochino. L’idea mi venne 7-8 anni fa: era quella, sì, di aprire una gelateria. Che ora si è concretizzata. Ho acquistato un locale a Ponticino, in centro, e l’ho trasformato. Spero che possa essere il primo punto di una futura catena. Con le figlie ci siamo preparati bene. Corso all’università del gelato di Carpigiani e utilizzo di prodotti di alta qualità per un gelato doc. Perché il gelato è un’arte, non dimentichiamolo».
Ci sarà anche un particolare gusto al cioccolato?
«Ci sarà quello classico. E poi quello “dolce e un po’ salato” della canzone, fatto con il caramello. È buonissimo».
Sarà una gelateria con il segno distintivo di Pupo?
«Nel logo c’è una chiave di violino che rappresenta la “g” e un cono rovesciato bianco, rosso e verde, i colori della nostra bandiera. L’obiettivo è esportare il marchio, per questo l’ho depositato. Quanto al locale, dico che sì, i segni della musica ci sono tutti. Mi sono divertito a fare un piccolo museo della canzone italiana. Diciamo un Hard Rock Cafè “de noantri”. C’è la chitarra sulla quale ho composto proprio “Gelato al cioccolato”, sotto il pavimento in resina si vedono i dischi d’oro conquistati in carriera, ci sono foto e altri ricordi. I russi hanno già prenotato varie tappe a Ponticino».
Lei è stato fra gli artisti reclutati nella scuderia di Agon Channel, la televisione italiana che trasmette da Tirana. Ora il patron Becchetti è sotto inchiesta. Lei che sta facendo?
«Il mio contratto con Agon per 120 puntate del game show è scaduto a maggio. Quello da consulente scade il 30 giugno. Il mio lavoro è finito. Un’esperienza faticosa, andare e venire da Tirana, ma ricca di contenuti».
Torniamo alla tv. Quali sono le prospettive?
«Ho ricominciato con la Rai a inizio giugno come commentatore della Partita del Cuore. L’11 luglio presenterò “Napoli prima e dopo”, un mio cavallo di battaglia, il 29 agosto condurrò la finale di Castrocaro. E poi continuerò se arriveranno dalla Rai proposte interessanti. Ecco, penso a “Reazione a catena”, che ebbe un grande successo. Una cosa del genere la farei volentieri».
Per lei le radici cosa rappresentano?
«Forse sono banale, ma la Toscana è la mia città, sono toscano dall’alluce alla punta dei capelli. Mi sento toscano nel mangiare, nell’apprezzare il bello, l’arte, nell’ironia, nel sarcasmo».
Ricorda il suo debutto da professionista?
«Sì che me lo ricordo. Era l’autunno del 1975, in un locale si San Casciano in Val di Pesa. Ricordo anche chi mi presentò: al microfono c’era Claudio Sottili, toscano pure lui, una delle voci famose di Radio Montecarlo. Cantai “Ti scriverò”. Il mio primo disco... ».
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