Sole nero, effetti ottici e cattivi presagi

28 Giugno 2014

Tanti pescaresi con il naso all’insù hanno osservato lo strano fenomeno nel cielo della città per una ventina di minuti

PESCARA. È un effetto ottico naturale ma in tanti, ieri mattina, sono rimasti stupiti nell’osservare, con il naso all'insù, che improvvisamente il sole era diventato nero. Il fenomeno atmosferico è durato una ventina di minuti, tempo sufficiente per alimentare grande curiosità e, in qualche caso, una certa inquietudine. Alcuni si sono chiesti perché il cielo, che ieri mattina si presentava abbastanza pulito rispetto alle più frequenti giornate cariche di umidità che caratterizzano questo primo scorcio dell’estate, rivelasse quell’alone oscuro.

Fenomeno da leggere come presagio, manifestazione del cielo da interpretare al contrario della visione di un arcobaleno che solca l’orizzonte quando la luce è attraversata dalle gocce d'acqua di un temporale? A quanto pare no. Secondo gli esperti, infatti, arcobaleno e sole nero si spiegano entrambi come fenomeni di rifrazione ottica. Così, il sole circondato da un’aureola, nella maggior parte dei casi, è l’effetto «causato da cristalli di ghiaccio ad altitudini di cinque, dieci chilometri nella parte superiore della troposfera».

Al di là delle spiegazioni scientifiche, però, la visione del sole nero ha certamente una carica simbolica importante, che non ha lasciato per nulla indifferenti i numerosi cittadini pescaresi che ieri hanno avuto modo di osservarla. Qualcuno ha chiamato in redazione per segnalare l’insolito fenomeno, altri hanno scattato fotografie per immortalare quel sole strano, ingabbiato da un arco di ghiaccio.

Ed è in effetti una carica simbolica molto forte, da sempre molto celebrata, quella del sole nero. A cominciare dalla Bibbia, che in un passo dell’Apocalisse di San Giovanni parla del sole che «divenne nero come sacco di crine e la luna diventò tutta simile al sangue, le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra...».

Presagi si diceva, e non solo.Di sole nero parlano le tradizioni ermetiche e alchemiche, che alludono all'esistenza di due soli: «uno nascosto, formato da oro alchemico e l'altro, quello materiale, di oro normale».

Il fenomeno è descritto sin dai tempi dei filosofi presocratici e, per venire ai tempi più recenti, avrebbe addirittura ispirato il misticismo nazista. Cattivo presagio dunque, ma anche il suo contrario, da leggere come alba di una nuova, mitica, età dell’Oro, «quando gli influssi del sole nero determinano negli uomini facoltà psichiche e spirituali straordinarie, in grado di creare civiltà superiori».

Insomma, come ogni simbolo che si rispetti, il sole nero è da sempre molto importante in diversi ambiti storici, filosofici e artistici. Così il «ritorno del Sole Nero», secondo alcune tradizioni orientali, coinciderà con la fine di quello che viene definito l’attuale ciclo cosmico chiamato Kali Yuga e «potrebbe verificarsi fisicamente con l'inversione del campo magnetico terrestre». Ciò porterebbe di nuovo a eventi catastrofici, alimentando al tempo stesso una fitta narrativa complottista che riempie migliaia di pagine della rete internet, a quanto pare oggi molto in voga.

Ma del fenomeno ci sono anche tracce, per così dire, più leggere. Come nel cinema e nella musica popolare, a partire da quella italiana. E se nella saga di Guerre Stellari, il Sole Nero è una delle più potenti e crudeli organizzazioni criminali della galassia, i più anziani sicuramente ricorderanno il ritornello di una canzone della Formula 3, su testo di Mogol e musica di Battisti: «...Sole giallo/ sole nero/ giorni belli/ e giorni no nella vita/ son sincero/ tu sei tutto/ quel che ho».

Il sole nero è anche il titolo di una canzone dei Litfiba. E non c’è dubbio che l’elenco delle metafore potrebbe continuare a lungo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA