Solidarietà e aiuti sui social

23 Marzo 2016

ROMA. Come è già accaduto per l’attentato di Parigi, i social network e internet si mobilitano per Bruxelles. Su Twitter si moltiplicano gli hashtag, con in testa #PrayForBelgium, sulla falsa riga di...

ROMA. Come è già accaduto per l’attentato di Parigi, i social network e internet si mobilitano per Bruxelles. Su Twitter si moltiplicano gli hashtag, con in testa #PrayForBelgium, sulla falsa riga di #PrayForParis diffusosi il 13 novembre scorso, ed è gara di solidarietà con #IkWillHelpen con gli utenti belgi che offrono un letto e un rifugio a chi è in difficoltà. Con le linee telefoniche sature i social media rappresentano un modo più veloce per comunicare e scambiare informazioni. Dopo gli attentati, Facebook ha attivato il Safety Check anche su richiesta di alcuni utenti. È lo stesso dispositivo di sicurezza già utilizzato per Parigi: permette a chiunque si trovi sul luogo dell’attacco di segnalare la propria presenza e di avvisare parenti e amici di essere sano e salvo. E sono tantissime le notifiche che scorrono in tempo reale sul social network delle persone che si stanno registrando per far sapere che stanno bene. «Nel 2015, più di 950 milioni di persone hanno ricevuto una notifica che li avvisava che un loro amico o un loro caro era al sicuro durante una crisi», spiega Facebook. Solidarietà anche su Twitter.