Solo 18 contagiati: il dato più basso da inizio crisi

Casi positivi in regione: la mappa aggiornata comune per comune
PESCARA. Mai così pochi contagi da Covid-19 in Abruzzo. Su un totale di ben 1.732 tamponi analizzati, i positivi sono solo 18. Vale a dire l'1%, il dato più basso registrato dall'inizio dell'emergenza. Mentre il virus sembra rallentare la sua corsa, a Pescara arriva finalmente il super macchinario in grado di fare 2.400 test al giorno, atteso da settimane. In poche ore, diverse notizie positive, cui si aggiunge la revoca della zona rossa. Ma la giornata è segnata anche da un dramma: la più giovane vittima in Abruzzo, una donna di 37 anni.
LA MAPPA. La diffusione del contagio, dunque, rallenta, ma i numeri restano imponenti. Nel corso delle settimane la mappa del coronavirus in Abruzzo si è ampliata ogni giorno di più. A guardare i dati comune per comune, in testa c'è sempre Pescara, con 457 casi, seguita da Montesilvano (208), Penne (121), Chieti e Teramo (110). Al di sotto dei cento casi ci sono Città Sant'Angelo (95), Castiglione Messer Raimondo (82), Lanciano (72), Atri (69), Ortona (67), Francavilla al Mare (59) e Spoltore (53). I dati comune per comune sono calcolati sulla base della residenza sanitaria, perché considerare la residenza anagrafica o il domicilio comporterebbe un margine di errore più ampio. Sono esclusi dall'elenco i comuni in cui si registra un solo paziente che, insieme ai casi dalla residenza non indicata, sono 128.
DISCESA. I 18 nuovi casi - emersi dalle analisi eseguite dal laboratorio di riferimento regionale di Pescara, dall'Istituto Zooprofilattico di Teramo e dall'Università di Chieti - rappresentano l'uno per cento dei tamponi analizzati. Un dato bassissimo rispetto a quelli dei giorni scorsi. Giovedì la percentuale era pari al 4,2%, mercoledì al 4,6%, martedì al 4,7% e lunedì al 7,1%.
«Finalmente i numeri iniziano a scendere», commenta il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio di Pescara, ricordando comunque il possibile effetto "montagne russe" tipico di epidemie come questa, cioè dati fluttuanti e instabili. C'è da dire, però, che rispetto ai giorni scorsi, gli ultimi dati fotografano realmente la situazione attuale. Ad esempio, a Pescara, spiega ancora Fazii, «abbiamo smaltito tutti i tamponi arretrati, quindi i numeri descrivono lo scenario attuale».
MORTA A 37 ANNI. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 286 pazienti morti. I decessi più recenti sono sei e riguardano un 62enne di Cepagatti, un 86enne di Teramo, un 74enne di Penne, una 75enne di Arielli, un 78enne e una 37enne di Pescara.
Quest'ultima è la più giovane paziente deceduta in Abruzzo e risultata positiva al coronavirus. Originaria di Benevento e residente nel capoluogo adriatico, la donna, che aveva gravi patologie pregresse, è morta martedì in pronto soccorso, dove era arrivata in condizioni disperate. L'analisi del tampone, eseguite dopo il decesso, ha dato esito positivo.
GUARITI. Al tragico bilancio delle vittime si contrappongono i dati sulle guarigioni, che continuano ad aumentare e raggiungono quota 438 (+33). Sono 181 i pazienti divenuti asintomatici e in attesa dei tamponi di controllo e 257 quelli che hanno risolto i sintomi dell'infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi.
Del totale dei pazienti, 327 (+5) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e 28 (-3) in terapia intensiva, mentre gli altri 1724 (-23) sono in isolamento domiciliare.
SUPER MACCHINARIO. Se la diagnostica, insieme al distanziamento sociale, è l'arma principale contro il virus, sarà determinante, in Abruzzo, il super macchinario in grado di eseguire fino a 2.400 test al giorno. Di tecnologia americana e produzione cinese, il macchinario, partito da Shenzhen, è arrivato ieri mattina a Pescara, dopo settimane di attesa.
In queste ore, nei locali appositamente individuati, è in corso l'allestimento dei dispositivi. Stanno operando due consulenti della Asl, Paolo Evaristo Mancini e Matteo Tomei, entrambi ingegneri informatici, in contatto telematico con dei colleghi americani. Sarà necessaria almeno tutta la prossima settimana perché la nuova strumentazione sia operativa. «E' un macchinario molto complesso», riprende Fazii, «sono arrivati undici colli, per un totale di 800 chilogrammi di materiale. I dispositivi devono essere montati e calibrati, poi ci sarà una fase più che altro informatica e solo successivamente saranno operativi».
Il virologo ribadisce che «poter fare fino a 2.400 test al giorno consentirà di effettuare una vera mappatura del territorio. Potremo sottoporre a tampone tutti coloro che per questioni lavorative o per contesto in cui vivono anche durante il lockdown hanno continuato ad avere relazioni interpersonali. Lavorando in questo modo potremo spegnere focolai futuri, nel caso in cui ve ne dovessero essere».
L'esperto però sottolinea che «è fondamentale che vi siano attenzione e collaborazione da parte dei cittadini, soprattutto quando si ripartirà. Pensiamo che tutto quello che abbiamo visto in queste settimane è partito da due o tre casi al Nord. Serve prudenza», conclude Fazii, «basta poco perché l'epidemia riprenda la sua corsa».

