Solo briciole ai docenti in zone disagiate

4 Ottobre 2022

Il decreto del ministro si traduce in appena 20 euro a mese per 800 prof. Desiati: «Misura ridicola»

L'AQUILA . Un incentivo pensato per premiare la continuità didattica e gli insegnanti che lavorano in aree disagiate, come molte zone dell'Abruzzo. Ma che, in soldoni, si tradurrà, per chi riuscirà ad ottenere il benefit sulla base dei requisiti richiesti, in circa 300 euro lordi una tantum: poco più di 20 euro netti al mese. Briciole, per la Cisl- scuola che bolla come «misura ridicola» il decreto firmato dal ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi.
Un provvedimento che, almeno in teoria, punta alla valorizzazione del personale docente, in attuazione della riforma del Pnrr sul reclutamento e la formazione degli insegnanti. Nella ripartizione del fondo da 30 milioni di euro l'anno si terrà conto della valorizzazione degli insegnanti nella continuità didattica e delle scuole collocate in aree disagiate, a rischio dispersione scolastica e spopolamento o nei piccoli comuni montani.
La presenza di tutte le condizioni comporterà una valorizzazione economica maggiore. Gran parte delle risorse sarà destinata ai docenti che non hanno ottenuto mobilità o assegnazione provvisoria e agli incarichi di insegnamento a tempo determinato. Ai fini della validità dell'anno scolastico per il riconoscimento della continuità, il servizio deve essere stato effettivamente prestato per almeno 180 giorni, dei quali almeno centoventi per le attività didattiche.
«Gli elementi considerati per la valutazione dei docenti», dichiara Davide Desiati, segretario Cisl scuola Abruzzo e Molise, «guardano alla continuità del servizio anche come garanzia della crescita professionale e della didattica, all'anzianità di servizio e all'insegnamento in aree disagiate perché a rischio spopolamento - è il caso dei comuni montani - o dove è forte l'abbandono scolastico. Ma il budget previsto dal ministero dell'Istruzione, 30 milioni di euro l'anno come una tantum, almeno in fase iniziale, non soddisfa le esigenze di gratificazione dei docenti». Il conto è presto fatto: in Abruzzo la platea di insegnanti che possono ambire all'incentivo è di circa 800 persone, circa il 5% del totale degli insegnanti. Sul piano nazionale avranno accesso al bonus 40mila docenti.
«In Abruzzo, come nel resto d'Italia, il decreto Bianchi non avrà un grande impatto», sostiene Desiati, «sia sul fronte economico che di valutazione dell'operato dei singoli insegnanti. I criteri applicati dovrebbero essere più oggettivi. Inoltre, la somma stanziata è irrisoria rispetto alle esigenze di premialità: non si può gratificare un insegnate che da anni presta servizio nella stessa scuola o fuori provincia, in un territorio difficilmente raggiungibile o socialmente a rischio, con 20-30 euro al mese. Sembra più un'operazione dettata dalla riforma resa necessaria nell'ambito del Pnrr».